“Beati i puri di cuore”

Papa Francesco e i giovani – Pensieri ricorrenti /5

Cesare Bissoli

1. Una fonte preziosa del pensiero di Papa Francesco sui giovani sta nelle parole che rivolge a loro direttamente. Se poi lo fa in misura programmata, intenzionale, lancia cioè un messaggio, come avviene in occasione di una Giornata Mondiale della Gioventù, c’è da aspettarsi qualche insegnamento importante su come essere cristiano da giovane. Qui mi riferisco alla GMG del 2015 che si celebra nel Giorno della Palme in ogni chiesa locale, in preparazione all’incontro mondiale a Cracovia nel 2016. È bello ricordare che il Papa firma il suo messaggio datandolo il 31 gennaio 2015, giorno in cui si fa memoria di S. Giovanni Bosco, e non casualmente, cadendo nel 2015 il secondo Centenario della nascita del grande amico della gioventù. Per questo nel giugno scorso il Papa è andato dove operò Don Bosco a Torino-Valdocco.

2. Il Papa ha voluto che tema della GMG in Polonia sia la Beatitudine di Gesù “Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia” (Mt 5,7). Ma ha anche voluto far precedere due altre Beatitudini: per il 2014 “Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli” (Mt 5,3) e per il 2015 “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio” (Mt 5,8). Già la scelta di proporre ai giovani le Beatitudini del Discorso della Montagna (cfr Mt 5,3-12) è motivata da una precisa intenzione: far scoprire “il significato rivoluzionario delle Beatitudini e il forte richiamo di Gesù a lanciarci con coraggio nell’avventura della ricerca della felicità”. Ancora una volta la catechesi di Papa Francesco è imperniata sull’avere gioia e nel diffonderla.

3. E come si lega alla gioia l’essere puri di cuore? Il Papa procede con pennellate di verità, partendo dal fondamento: tutti noi, i giovani in particolare, siamo assetati di felicità e Dio è capace di dissetarci attraverso Gesù, che dà concretezza all’amore del Padre, amando teneramente e concretamente ogni persona, a partire dai più infelici . Ecco allora nascere questo manifesto della gioia con quel ‘beati’ martellato nove volte per ogni beatitudine.

4. Vi rientrano anche i ‘puri di cuore’ che addirittura ‘vedranno Dio’, la fonte della gioia. A quali condizioni? Di quanto Papa Francesco propone, ne colgo tre.
– Preservare il cuore dall’inquinamento: “Sì, i nostri cuori possono attaccarsi a veri o falsi tesori. Il bene più prezioso che possiamo avere nella vita è la nostra relazione con Dio. Ne siete convinti? Siete consapevoli del valore inestimabile che avete agili occhi di Dio così come siete? Quando questa percezione viene meno, l’essere umano diventa un enigma incomprensibile, perché proprio il sapere di essere amati da Dio incondizionatamente dà senso alla nostra vita”.
– Il periodo della giovinezza è quello in cui “sboccia la grande ricchezza affettiva presente nei vostri cuori…Vi esorto anche a ribellarvi contro la tendenza a banalizzare l’amore, soprattutto quando si cerca di ridurlo solamente all’aspetto sessuale, svincolandolo così dalle sue essenziali caratteristiche di bellezza, comunione, fedeltà, responsabilità.
– Se la felicità viene da Dio, occorre ascoltarlo nella bocca di Gesù: “Ancora una volta vi invito a incontrare il Signore leggendo frequentemente la Sacra Scrittura… Iniziate dai Vangeli. Lasciate che la Parola di Dio parli ai vostri cuori, illumini i vostri passi”.

“Beati i puri di cuore… Cari giovani, come vedete questa Beatitudine tocca molto da vicino la vostra esistenza ed è una garanzia della vostra felicità. Perciò vi ripeto ancora una volta: abbiate il coraggio di essere felici!”.