Alla luce dell’Evangelii Gaudium

Papa Francesco e i giovani – Pensieri ricorrenti /2 

Cesare Bissoli

Abbiamo scelto questo punto di vista perché Evangelii Gaudium (EG) è come il ‘manifesto’ del servizio di Papa Francesco al popolo di Dio nella sua totalità. Diciamo subito che EG tratta assai brevemente del mondo giovanile, ma ci offre due preziosi livelli: uno diretto, dando il suo pensiero sulla pastorale giovanile, ed uno indiretto in quanto da EG nella sua totalità suggerisce un’ambientazione religiosa e culturale entro cui incontrare la figura giovanile. Ora ci fermiamo sul primo livello.

  1. Come Papa Francesco intende la pastorale giovanile, compare esplicitamente al n. 105:
    “La pastorale giovanile, così come eravamo abituati a svilupparla, ha sofferto l’urto dei cambiamenti sociali. I giovani, nelle strutture abituali, spesso non trovano risposte alle loro inquietudini, necessità, problematiche e ferite. A noi adulti costa ascoltarli con pazienza, comprendere le loro inquietudini o le loro richieste, e imparare a parlare con loro nel linguaggio che essi comprendono. Per questa stessa ragione le proposte educative non producono i frutti sperati. La proliferazione e la crescita di associazioni e movimenti prevalentemente giovanili si possono interpretare come un’azione dello Spirito che apre strade nuove in sintonia con le loro aspettative e con la ricerca di spiritualità profonda e di un senso di appartenenza più concreto. È necessario, tuttavia, rendere più stabile la partecipazione di queste aggregazioni all’interno della pastorale d’insieme della Chiesa”.
    Un po’ arruffati si incrociano tre pensieri:
    – la PG attuale è in crisi, va cambiata;
    – la ragione sta nell’inadeguatezza educativa quanto alla comprensione della loro vera situazione di vita, alla nostra mancata pazienza di ascolto, alla non comprensibilità del nostro linguaggio;
    – maggiore possibilità di incidenza hanno le varie forme di associazione giovanile perché capaci di sintonia con aspettative, ricerca di spiritualità profonda, senso di appartenenza più concreto.
    EG si riferisce alla Proposizione 51 del Sinodo 2010 sulla nuova evangelizzazione che sottolinea ancora di più l’atteggiamento di accoglienza ed educazione da parte degli adulti.
  2. Non va però tralasciata la lettura positiva e costruttiva dell’attuale condizione giovanile che fa Papa Francesco, indicando un itinerario da percorrere.
    * Nel n. 106 si legge; “Anche se non sempre è facile accostare i giovani, si sono fatti progressi in due ambiti: la consapevolezza che tutta la comunità li evangelizza e li educa, e l’urgenza che essi abbiano un maggiore protagonismo. Il Papa insiste sulla validità educativa delle “varie forme di militanza e di volontariato” che molti giovani intraprendono, nell’ambito caritativo e missionario.
    * Quasi spontanea viene la proposta vocazionale ai giovani, ma ad una condizione vivacemente affermata. Si tenga conto che la crisi delle vocazione, “spesso è dovuta all’assenza nelle comunità di un fervore apostolico contagioso, per cui esse non entusiasmano e non suscitano attrattiva. Dove c’è vita, fervore, voglia di portare Cristo agli altri, sorgono vocazioni genuine” (n. 107).
  3. Una conclusione operativa in un clima di coraggio nella speranza
    * ”Ogni volta che cerchiamo di leggere nella realtà attuale i segni dei tempi, è opportuno ascoltare i giovani e gli anziani. Entrambi sono la speranza dei popoli”.
    * “I giovani ci chiamano a risvegliare e accrescere la speranza, perché portano in sé le nuove tendenze dell’umanità e ci aprono al futuro, in modo che non rimaniamo ancorati alla nostalgia di strutture e abitudini che non sono più portatrici di vita nel mondo attuale” (n. 108)