Un sogno insieme

 

Cesare Bissoli

Papa Francesco ha delle parole-simbolo originali: “la chiesa in uscita, l’odore del gregge, giovani-divano, la cultura dello scarto, chiesa ospedale da campo, provare gioia…”. Una di esse spicca quando il Papa vuol stimolare e incoraggiare i giovani (che del resto egli non rimprovera mai): è la categoria del sogno. Uno potrebbe dire: qui siamo fuori della realtà, nel mondo dei sogni appunto. Vediamo da vicino cosa intende il Papa per sogno, e successivamente quale sogno egli intende proponendolo ai giovani.

  1. Per Papa Francesco non si tratta di proporre un evanescente mondo di sogni, ma dei sogni concreti che fanno nuovo il mondo. Roberto Repole, presidente dell’Associazione Teologica Italiana, un teologo giovane che sa parlare “giovane”, ha detto: “Il sogno di papa Francesco è in fondo molto semplice e proprio per questo piuttosto spiazzante: si potrebbe, in modo immediato, affermare che si tratti del sogno di una Chiesa evangelica, cioè di una Chiesa capace di confrontare costantemente se stessa, la sua vita, le sue scelte e le sue strutture con la freschezza del vangelo». Questa è la prospettiva radicale che fa “sognare” Papa Francesco, giorno dopo giorno, evento dopo evento. È il sogno di un vangelo che si fa come un piccolo seme, di una ‘buona notizia’ che si diffonde producendo gioia. Egli in verità non usa il termine sogno, ma qualcosa di equivalente, nel caso di desideri forti, emozioni grandi (un pellegrinaggio in Cina, la pace per l’“amata” Siria, mai più pedofilia nella Chiesa…). Sono scopi umanamente difficili, anzi impossibili, ma graditi e voluti da Dio e dunque – si può dire – che fanno legittimamente sognare. Si potrebbe mettere profezia al posto di sogno.
    Ma vi è una situazione, vi sono delle persone, cui Papa Francesco può rilanciare in maniera esplicita il motivo del sogno evangelico (di esso egli vuole una realizzazione nuova), rivolgendosi in maniera privilegiata ai giovani in quanto tali perché sono per sé potenzialmente aperti al futuro come ragione di vita e carichi di risorse per un mondo rinnovato. Sono cioè capaci di sogni. Ma quali? Come? Per quali motivi? Con quali energie?
  2. Sovente Papa Francesco parla ai giovani del sogno, del sognare. Ciò avviene soprattutto in incontri particolarmente solenni, come le GMG o incontri analoghi, dove cioè i giovani sono maschi e femmine, numerosi, disponibili all’ascolto e il tempo del dialogo è abbondante. Il che porta a dire che in uno scenario così grande, deve essere così importante e significativo il riferimento al sogno, quasi sintesi del pensiero di Francesco sui giovani. Riferendosi al sito vatican.va si possono vedere quanti interventi del Papa in tutto il mondo. Pensiamo a quello avvenuto alla vigilia dell’Assunta nel 2018, al Circo Massimo a Roma dove erano giunti 70.000 giovani italiani in pellegrinaggio in vista del Sinodo rivolto a loro. È stato effettivamente un grande, bellissimo discorso che riportiamo nei punti salienti.
    * “I sogni dei giovani sono i più importanti di tutti. Fanno un po’ paura agli adulti, forse perché hanno smesso di rischiare, forse perché mettono in crisi le loro scelte di vita. Ma voi non lasciatevi rubare i vostri sogni”.
    * “I vostri sogni sono la vostra responsabilità e il vostro tesoro: fate che siano anche il vostro futuro. I sogni vanno fatti crescere. Ma vi siete mai chiesti da dove vengono? Sono sogni grandi oppure sogni piccoli, miseri, che si accontentano del meno possibile? La Bibbia ci dice che i sogni grandi sono quelli capaci di essere fecondi, di seminare pace e fraternità. Un giovane che non sa sognare è un giovane anestetizzato. È triste vedere i giovani da divano. Giovani senza sogni che vanno in pensione a 22 anni. Il giovane che sogna cose grandi va avanti, non va in pensione presto”.
    * “Niente pessimismo: rischio, sognare e avanti. Voi siete maestri nel sogno. Siate pellegrini sulla strada dei vostri sogni e rischiate, senza paura, su quella strada. La vita non è una lotteria, la vita si fa. E tutti noi abbiamo la possibilità di farlo. Non ci sono pasticche che fanno sognare, quelle bruciano i neuroni, addormentano il cuore e ti rovinano la vita. I sogni non si comprano, sono un dono di Dio”.
    * “I sogni sono importanti. Tengono il nostro sguardo largo, ci aiutano ad abbracciare l’orizzonte, a coltivare la speranza in ogni azione quotidiana. E i sogni dei giovani sono i più importanti di tutti. Un giovane che non sa sognare è un giovane anestetizzato; non potrà capire la vita, la forza della vita. I sogni ti svegliano, ti portano in là, sono le stelle più luminose, quelle che indicano un cammino diverso per l’umanità”.
    * “Certo, i sogni vanno fatti crescere, vanno purificati, messi alla prova e vanno anche condivisi. Vi siete mai chiesti da dove vengono i vostri sogni? I miei sogni, da dove vengono? Sono nati guardando la televisione? Ascoltando un amico? Sognando ad occhi aperti? Sono sogni grandi oppure sogni piccoli, miseri, che si accontentano del meno possibile? I sogni della comodità, i sogni del solo benessere: ‘No, no, io sto bene così, non vado più avanti’. Ma questi sogni ti faranno morire, nella vita! Faranno che la tua vita non sia una cosa grande! I sogni della tranquillità, i sogni che addormentano i giovani e che fanno di un giovane coraggioso un giovane da divano”. È triste vedere i giovani sul divano, guardando come passa la vita davanti a loro. I giovani – l’ho detto altre volte – senza sogni, che vanno in pensione a 20, 22 anni: ma che cosa brutta, un giovane in pensione! Invece, il giovane che sogna cose grandi va avanti, non va in pensione presto. Capito?”.
    * “I sogni grandi sono quelli che danno fecondità, sono capaci di seminare pace, di seminare fraternità, di seminare gioia, come oggi; ecco, questi sono sogni grandi perché pensano a tutti con il ‘noi’. I sogni grandi hanno bisogno di Dio per non diventare miraggi o delirio di onnipotenza. Tu puoi sognare le cose grandi, ma da solo è pericoloso, perché potrai cadere nel delirio di onnipotenza. Ma con Dio non aver paura: vai avanti. Sogna in grande”.
    * “Siate maestri buoni, maestri di speranza e di fiducia verso le nuove generazioni che vi incalzano. ‘Ma come, io posso diventare maestro?’. Sì, un giovane che è capace di sognare, diventa maestro, con la testimonianza. Perché è una testimonianza che scuote, che fa muovere i cuori e fa vedere degli ideali che la vita corrente copre. Non smettete di sognare e siate maestri nel sogno”.
    * “’Padre, e dove posso comprare le pastiglie che mi faranno sognare?’. No, quelle no! Quelle non ti fanno sognare: quelle ti addormentano il cuore! Quelle ti bruciano i neuroni. Quelle ti rovinano la vita. ’E dove posso comprare i sogni?’. Non si comprano, i sogni. I sogni sono un dono, un dono di Dio, un dono che Dio semina nei vostri cuori. I sogni ci sono dati gratuitamente, ma perché noi li diamo anche gratuitamente agli altri. Offrite i vostri sogni: nessuno, prendendoli, vi farà impoverire. Offriteli agli altri gratuitamente”.
    * “Ragazzi e ragazze, siate voi pellegrini sulla strada dei vostri sogni. Rischiate su quella strada: non abbiate paura. Rischiate perché sarete voi a realizzare i vostri sogni, perché la vita non è una lotteria: la vita si realizza. E tutti noi abbiamo la capacità di farlo”.
    * “Voi non lasciatevi rubare i vostri sogni. C’è un ragazzo, qui in Italia, ventenne, ventiduenne, che incominciò a sognare e a sognare alla grande. E il suo papà, un grande uomo d’affari, cercò di convincerlo e lui: ‘No, io voglio sognare. Sogno questo che sento dentro’. E alla fine, se n’è andato, per sognare. E il papà lo ha seguito. E quel giovane si è rifugiato nel vescovado, si è spogliato delle vesti e le ha date al padre: ‘Lasciami andare per il mio cammino’. Questo giovane, un italiano del XIII secolo, si chiamava Francesco e ha cambiato la storia dell’Italia. Francesco ha rischiato per sognare in grande; non conosceva le frontiere e sognando ha finito la vita. Pensiamo: era un giovane come noi. Ma come sognava! Dicevano che era pazzo perché sognava così. E ha fatto tanto bene e continua a farlo”.