La vigilanza dell’amore

Fratel Adalberto – Bose

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:«26Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: 27mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece morire tutti. 28Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; 29ma, nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti. 30Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà. 31In quel giorno, chi si troverà sulla terrazza e avrà lasciato le sue cose in casa, non scenda a prenderle; così, chi si troverà nel campo, non torni indietro. 32Ricordatevi della moglie di Lot. 33Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva. 34Io vi dico: in quella notte, due si troveranno nello stesso letto: l’uno verrà portato via e l’altro lasciato; 35due donne staranno a macinare nello stesso luogo: l’una verrà portata via e l’altra lasciata». [ 36] 37Allora gli chiesero: «Dove, Signore?». Ed egli disse loro: «Dove sarà il cadavere, lì si raduneranno insieme anche gli avvoltoi».
Lc 17,26-37

Non c’è nessuna colpa apparente nell’umanità antidiluviana: mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito. Nessuna attività illecita nei contemporanei di Lot. Si potrebbe dire lo stesso dei nostri giorni: mangiamo, beviamo, compriamo, vendiamo, piantiamo, costruiamo. I posteri potranno aggiungere qualche verbo: navigavano in rete, giocavano in borsa, viaggiavano, ignoravano il grido dei disperati che affogavano ai loro confini.
La catastrofe giunge repentina, inattesa. Nell’allusione alla distruzione di Sodoma, quale figura di ciò che avverrà alla fine dei tempi, gli esegeti vedono un’eco della distruzione di Gerusalemme da parte dei romani nel 70 d.C. (cf. Mc 13,14). Eppure queste parole non si riferiscono a un evento in particolare. Rivelano una condizione di grande cecità in cui gli uomini sembrano immersi. “L’uomo nel benessere non discerne è come gli animali che periscono” (Sal 49,21), canta il salmista.
I discepoli vogliono sapere i dettagli. Dove? Quando? La risposta enigmatica di Gesù (v. 37) evoca forse la profezia di Ezechiele sulla battaglia escatologica (cf. Ez 39,4.17-20; Ap 19,17-18); oppure, semplicemente, sta dicendo una cosa sotto gli occhi di tutti. Le guerre, le catastrofi naturali, quelle causate dall’uomo, sono sempre in agguato. La nostra società post-industriale, mentre si illude di darsi sicurezza e benessere, si muove sull’orlo di un abisso. Chi guida le nazioni ipoteca il futuro per ottenere consenso e potere. Le conseguenze imprevedibili delle nostre azioni sono in realtà fin troppo prevedibili. La catastrofe ecologica non è questione di profezia, ma di inevitabilità, scrive un grande teologo ortodosso (Ioannis Zizioulas). Lo stesso potrebbe dirsi delle crisi economiche, politiche, umanitarie…
Ma i cristiani sono chiamati a discernere. Ad acquisire uno sguardo diverso sul tempo che stanno vivendo. Essi infatti hanno riconosciuto in Gesù il Cristo, l’inviato di Dio (cf. Lc 9,20), e lo confessano Signore. I loro occhi si sono aperti: “Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete” (Lc 10,23). È in lui che devono confidare.
La sua venuta rivelerà ciò a cui il nostro cuore è attaccato: in chi riponiamo la nostra fiducia? “Così sarà nei giorni in cui il Figlio dell’Uomo si rivelerà” (v. 30). La distruzione avverrà con una tale rapidità che non ci sarà tempo per scendere in casa, per tornare dal campo (cf. Mc 13,15-16). “Ricordatevi della moglie di Lot” (v. 32; cf. Gen 19,26): non volgerti indietro, non c’è tempo da perdere! Devi decidere ora, va’ avanti. Ne va della tua stessa vita.
L’unico criterio per sapere se ci siamo affidati al Signore, se confidiamo solo in lui, è se cerchiamo di salvare la nostra vita, o se la perdiamo donandola a Dio e ai fratelli (cf. Lc 17,33). Il prezzo della vita è inestimabile, non lo si può acquistare, solo donare.
“L’uomo non può riscattare se stesso, a Dio non può pagare la redenzione
per quanto il prezzo sia alto non basterà mai per salvare la vita” (Sal 49,8-9).