Giovani e… Santità

Di Pina Ricceri

 

Se ti accontenti di un’esistenza mediocre, allora non leggere quanto ho scritto di seguito. Non fa per te. Se invece vuoi essere uno/una “speciale”, che vuole lasciare un segno nella storia con la propria vita, allora la strada per la santità è anche la tua strada.

Il mese di Novembre si è aperto con la solennità di Tutti i Santi. In questo giorno abbiamo ricordato e venerato tutti quei cristiani a cui non è dedicato un giorno particolare di festa per ricordare la loro nascita al cielo.
Ma per te, giovane di oggi, la santità è ancora un tema attuale? Ha senso parlare di santità? Chi sono i santi oggi?

Se andiamo a leggere i risultati dell’ultima indagine ISTAT, un autorevole istituto di studi statistici, sulla pratica religiosa dei giovani c’è da… scoraggiarsi.
Dal 2006 al 2015, quindi nell’arco dell’ultimo decennio, il gruppo che più si è assottigliato nella pratica religiosa regolare è proprio quello dei giovani dai 18 ai 24 anni, che ha perso ben il 30% dei frequentanti. Tuttavia questo semplice dato, a mio avviso, non fornisce la qualità del bisogno di Dio, presente invece anche nelle nuove generazioni. Un bisogno di senso che travalica i dati quantitativi.

E non è questione di ottimismo, ma frutto della consapevolezza che nel cuore di ciascuno di noi abita un sogno. Come ricorda Papa Francesco: «I sogni dei giovani sono i più importanti di tutti, sono le stelle più luminose, quelle che indicano un cammino diverso per l’umanità».

Ognuno di noi, nella concretezza di doni e limiti, porta in cuore un sogno, sperimenta un’inquietudine santa. Dio sa che dentro di noi c’è un capolavoro, una meraviglia unica e irripetibile. I santi sono coloro che non si sono accontentati di mantenere nel segreto questa meraviglia, ma hanno accettato di fare della propria esistenza un dono per gli altri, senza rassegnazione o lamentazioni, ma con la grinta di chi crede – aldilà delle proprie imperfezioni ed errori – che la vita è un’avventura meravigliosa e che solo noi possiamo decidere chi vogliamo essere e come vogliamo spenderla.

Nella recente esortazione apostolica Gaudete et Exsultate, Papa Francesco ha riaffermato che «il Signore chiede tutto, e quello che offre è la vera vita, la felicità per la quale siamo stati creati. Egli ci vuole santi e non si aspetta che ci accontentiamo di un’esistenza mediocre, annacquata, inconsistente». I santi sono instancabili seminatori di bene nelle pieghe del quotidiano vivere; non vanno ammirati da lontano, ma vanno imitati perché la santità non è un ideale per eroi, una meta per campioni, non è una cosa sdolcinata riservata a pochi eletti. La santità è ANCHE PER TE, PER NOI! Tutti siamo chiamati –  scrive Papa Bergoglio – ad essere santi vivendo con amore e offrendo ciascuno la propria testimonianza nelle occupazioni di ogni giorno, lì dove si trova. Infatti la santificazione è fatta di cose piccole, è come una pezza di stoffa – afferma il Beato Giacomo Alberione, fondatore della Famiglia Paolina – fosse anche lunga duemila metri, è sempre il risultato di piccoli fili. E la vita, anche lunga, è fatta di minuti; è la santificazione dei minuti quello che importa: quello è il segreto della riuscita della grande santità… Del resto, cose piccole non ce ne sono quando si fanno con un grande amore a Dio.

Allora la santità è alla portata di tutti! O almeno di tutti quelli che hanno compreso che il cristianesimo non è una filosofia da abbracciare o una ideologia da seguire, bensì è una Persona, Gesù, con un volto preciso, una storia reale da conoscere e comunicare!

E concludo con quest’invito:
«Siate soprattutto uomini,
Fino in fondo.
Anzi, fino in cima.
Perché essere uomini fino in cima
significa essere santi» (Mons. Tonino Bello).