Papa Francesco invita a pregare il Rosario a ottobre. P. Fornos: “Il diavolo è dietro agli abusi e alle divisioni interne alla Chiesa”

 

9 ottobre 2018

Riccardo Benotti

“Durante questi ultimi anni e mesi, abbiamo vissuto nella Chiesa situazioni difficili, tra cui abusi sessuali, di potere e di coscienza da parte di chierici, persone consacrate e laici. Senza dimenticare le divisioni interne. Per tutto questo la missione della Chiesa diventa più difficile e va screditandosi. Papa Francesco ci dice che il diavolo, che sempre mira a dividerci da Dio e tra di noi, è dietro tutto questo. Molte volte lo dimentichiamo”. Lo spiega padre Frederic Fornos, direttore internazionale della Rete mondiale di preghiera del Papa e del Movimento eucaristico giovanile

“Aiutare i giovani a scoprire tutta la profondità del Rosario può essere una bella occasione questo mese in cui c’è il Sinodo dei vescovi sui giovani”. Per padre Frederic Fornos, direttore internazionale della Rete mondiale di preghiera del Papa e del Movimento eucaristico giovanile, l’invito rivolto dal Papa ai fedeli di tutto il mondo affinché preghino quotidianamente il Rosario nel mese di ottobre può essere l’occasione giusta per riscoprire la forza della preghiera.

Perché il Papa ha sentito il bisogno di rivolgere un simile appello ai fedeli di tutto il mondo?
Durante questi ultimi anni e mesi, abbiamo vissuto nella Chiesa situazioni difficili, tra cui abusi sessuali, di potere e di coscienza da parte di chierici, persone consacrate e laici. Senza dimenticare le divisioni interne. Per tutto questo

la missione della Chiesa diventa più difficile e va screditandosi.

Papa Francesco ci dice che il diavolo, che sempre mira a dividerci da Dio e tra di noi, è dietro tutto questo. Molte volte lo dimentichiamo. Abbiamo interiorizzato la lotta spirituale a livello individuale, fino ridurla, a volte, unicamente a situazione psicologica personale, e abbiamo dimenticato il “nemico mortale della nostra natura umana” (Esercizi Spirituali di Sant’Ignazio di Loyola, n. 136) e la sua incidenza al livello personale e comunitario.

Che forma ha il male?
Nella tradizione cristiana il male ha rappresentazioni diverse, come “Satanás”, che in ebraico significa “avversario”, o “Diábolos” in greco, colui che divide o semina la discordia. Nella tradizione biblica e spirituale si parla anche del “seduttore del mondo”, del “padre delle menzogne” o di “Lucifero”, colui che si presenta come un angelo di luce, buono in apparenza, ma che induce all’inganno. Papa Francesco, nel capitolo 5 dell’esortazione “Gaudete et exsultate“, ci dice : “Non ammetteremo l’esistenza del diavolo se ci ostiniamo a guardare la vita solo con criteri empirici e senza una prospettiva soprannaturale (…) Non pensiamo dunque che sia un mito, una rappresentazione, un simbolo, una figura o un’idea (…). Ci avvelena con l’odio, con la tristezza, con l’invidia, con i vizi. E così, mentre riduciamo le difese, lui ne approfitta per distruggere la nostra vita, le nostre famiglie e le nostre comunità”.

Le persone non pregano più?
È vero. Penso che sia un problema del nostro mondo e per la missione della Chiesa il fatto che preghiamo poco, velocemente, senza andare in profondità, cuore a cuore con il Signore, nella meditazione della sua Parola. Ma Papa Francesco ci chiede in questo mese di pregare più intensamente perché, come ha detto in un’omelia a Sanata Marta:

“ La preghiera è l’arma contro il Grande accusatore (…). Solo la preghiera lo può sconfiggere”.

Per questo ci chiede di pregare la Vergine Maria, per “proteggersi sotto il manto della Santa Madre di Dio pronunciando l’invocazione “Sotto la tua protezione” e l’Arcangelo San Michele.

Il rosario ha ancora valore?
Per alcuni sì. Gli altri devono scoprire la sua profondità. Il Rosario, con la contemplazione di Cristo insieme a Maria, ci aiuta ad andare in profondità nel Vangelo. Nel contesto in cui si accoglie la richiesta del Santo Padre di pregare per la Chiesa, questa preghiera ci aiuta e essere vicini alla Vergine Maria, la quale è rimasta ai piedi della Croce. Quando ci sono molte difficoltà, c’è a volte la tentazione di fuggire. Maria ci aiuta a stare sotto la Croce, con il suo Figlio, nella sua Passione.

Aiutare i giovani a scoprire tutta la profondità del Rosario può essere una bella occasione questo mese in cui c’è il Sinodo dei vescovi sui giovani.

Santa Teresa del Bambino Gesù diceva che il Rosario è come una lunga catena che lega il cielo alla terra: una delle estremità è nelle nostre mani e l’altra in quelle della Santa Vergine.

Chi deve insegnare a pregare? In tante famiglie non si prega più, e le parrocchie…
Non si insegna a pregare perché non preghiamo, o lo facciamo poco. Quando i giovani vedono i loro genitori pregare, o persone nella loro famiglia, si comunica loro questo respiro del Cuore. Ma se non vedono mai nessun adulto pregare, cercare momenti di silenzio, di contemplazione, qualsiasi essi siano, sarà difficile per loro trovare la via della preghiera. Le parrocchie, a volte, fanno proposte di formazione alla preghiera.

È molto importante conoscere la nostra tradizione spirituale cattolica,

è un tesoro immenso e ci aiuta nella lotta spirituale, senza dimenticare la tradizione cristiana orientale.

Il mese di ottobre è un tempo speciale per la preghiera?
Certo, ottobre è un mese mariano, con la festa del Santo Rosario della Vergine Maria, il 7 ottobre. E questo mese di ottobre lo è ancora di più con il Sinodo dei Vescovi sui giovani, la fede e il discernimento. Dobbiamo pregare per la Chiesa il Santo Rosario ogni giorno, come ha invitato Papa Francesco questo mese, con la preghiera a San Michele Arcangelo, e pregare per l’unità della Chiesa e la sua missione nel mondo
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