L’animatore nella società contemporanea

Giuseppe Anfossi

Alcuni lettori leggeranno forse con diffidenza la parola nuova, «animazione» di gruppo, e si domanderanno se corrisponda ad una realtà nuova. Si può rispondere in breve dicendo che esiste veramente nella  società in cui viviamo una esigenza di un nuovo tipo di guida del gruppo. Non si tratta però di parola e cosa nuovissima, vi sono infatti già delle realizzazioni avviate da tempo.

Società e cultura contemporanea

Chiamiamo società la struttura e l’organizzazione sociale, e cultura la mentalità, il modo comune di pensare e di agire che vi corrisponde.
La società-cultura che si va affermando sempre più e un po’ ovunque in Italia come in altri paesi, può essere definita urbano-industriale e si contrappone a rurale-paesana. Alcune grosse caratteristiche differenziano l’una dall’altra.
– La prima è in rapida e continua trasformazione, è pluralistica e fa convivere persone di disparata formazione e provenienza; la seconda invece è poco innovatrice, è retta da tradizioni e da costumi, ed è fatta da piccole comunità in cui vivono ed operano persone molto simili tra di loro per mentalità e convinzioni:
– Anche il modo con cui gli individui appartengono a queste due società è diverso. Nella prima, urbana e industriale, predomina l’anonimato; quand’anche un individuo sia membro di un gruppo si accorge di non appartenervi come ad un gruppo di paese, i rapporti sono più freddi e più convenzionali. In questi gruppi che si chiamano secondari e che hanno il sopravvento nella società industriale, le persone non si trovano a perfetto loro agio e non hanno in comune generalmente né ideali né valori fondamentali.
I gruppi che nascono in una comunità paesana sono invece ricchi di calore umano e le persone che vi prendono parte si sentono come in famiglia. Esse hanno poi molte somiglianze, convinzioni morali e religiose, modelli familiari ed educativi, uno stesso livello di sviluppo interessi in comune.
La società-cultura attuale non ha, a dire il vero, tutte le caratteristiche della società-cultura urbano-industriale allo stato puro, anzi è meglio definibile come società in fase di transizione. Quali caratteristiche porta allora nel suo seno per il fatto di trovarsi in trasformazione? Elenchiamone alcune soltanto: vengono a trovarsi in contatto persone dalla diversa cultura regionale (ad esempio meridionali e settentrionali), dalla diversa r età (conflitto di generazione), dal diverso grado di sviluppo (personalità formatesi in zone arretrate ed altre in zone sviluppate), dalle convinzioni religiose diverse (atei e credenti).
Vi sono poi delle situazioni che si presentano come forme di disadattamento, di conflitto e di ritardo. Si tratta delle conseguenze di immigrazione di massa nelle periferie delle grandi città dotate di insufficienti servizi sociali; aumento della delinquenza e sorgere di conflitti sociali.

I gruppi di animazione come risposta ad una esigenza

La società attuale non riesce a risolvere spontaneamente o automaticamente i suoi contrasti, ritardi e mali sociali di cui soffre. I gruppi secondari [1] hanno il sopravvento e così, spesso, non soltanto non sono capaci di superare le difficoltà di cui si è parlato, ma anzi li possono accentuare; d’altra parte i gruppi primari, tra cui ad esempio la famiglia, non sono in grado di assolvere i loro compiti in situazione nuova dunque dalla constatazione dello stato di reale bisogno definibile come un certo grado di disgregazione sociale, disadattamento di persone o gruppi, rottura dei canali tra individuo e società che nasce il ricorso ad un metodo nuovo: il gruppo ti animazione.
Parlare di animazione significa far riferimento ad una tecnica e ad uno «spirito» insieme. L’animatore è considerato un operatore sociale e un educatore degli adulti, possiede una certa conoscenza dei problemi di cui si occupa, ha delle conoscenze tecniche e aderisce ad un quadro di valori tra cui si pone quasi a fondamento il valore della persona dar promuovere per mezzo del gruppo verso decisioni autonome. Come si vede, nei gruppi di animazione l’attenzione è portata più sulla persona che sul risultato immediato da conseguire. La conduzione del gruppo suppone anche l’avvio di un processo lento attraverso il quale i suoi membri giungano alla presa di coscienza dei loro problemi e delle possibili soluzioni. L’autorità infine viene esercitata con metodo democratico e generalmente senza pressioni ideologiche almeno esplicite.

Alcune realizzazioni

Tra gli operatori sociali che in qualche modo si ispirano ai concetti della animazione si trovano all’inizio i curatori delle pubbliche relazioni all’interno delle aziende ed anche gli assistenti sociali. Sebbene il servizio sociale non si limiti al solo metodo dell’animazione, tuttavia vi ricorre spesso.
I destinatari del servizio sociale rappresentano una lunga lista di situazioni di bisogno; essi sono ad esempio emigranti ed immigrati, familiari di minorenni disadattati, abitanti di quartieri popolari, membri di comunità funzionali, tra cui scuole, ospedali e ospedali psichiatrici. Si noti che in molti casi l’assistente sociale non assume il ruolo di guida del gruppo se non in fase iniziale e l’affida preferibilmente ad un professionista membro della comunità.
In tempi relativamente recenti sono sorte altre forme di animazione di gruppo; alcune sono promosse da persone riunite in associazioni apolitiche e aconfessionali, altre invece da gruppi di persone mosse da intendimenti politico-sociali. Quest’ultimo tipo di animazione si distingue da] precedente perché, oltre ad inserirsi più facilmente in strategie politiche ha programmi di più breve scadenza, mira a risolvere problemi sociali particolari ed elabora la riflessione teorica sulla animazione in misura minore.
L’esigenza di preparare gli animatori viene accolta da persone particolarmente sensibili che promuovono il sorgere di associazioni o centri di studi che in collaborazione con università ed enti pubblici o privati hanno dato vita a corsi di studio ed esercizio. Si possono ricordare tra i più noti in Francia i corsi del C.E.P.R.E.G. (Centre de Perfectionnement; des Responsables de Groupes) a Parigi, e in Italia quelli dello Studio di Relazioni Interpersonali di Milano.

L’animazione di gruppo al servizio della persona

Ponendosi in una prospettiva diversa, quella della persona, l’animazione di gruppo ha il grande merito di fare appello alle risorse che vi sono negli individui e a far loro sperimentare i vantaggi della cooperazione. Si permette inoltre agli individui di armonizzarsi con l’ambiente in cui debbono vivere. Il gruppo diventa uno strumento efficace di nuova socializzazione o acculturazione per gli individui immigrati incapaci di adattarsi ad una società diversa e più complessa di quella di origine.
Anche il processo di interiorizzazione di valori e di orientamento ideologico è favorito per le persone appartenenti a più gruppi in contrasto tra di loro sui valori essenziali.
Da quanto si è detto finora emerge chiaramente la funzione del gruppo di animazione nei confronti della società e della personalità. Il discorso fatto è stato volutamente limitato agli adulti: ognuno può vedere come esso debba valere in misura assai maggiore per i giovani.

NOTE

[1] Gruppo primario e secondario: il primo è un gruppo nel quale la persona è in intimo rapporto con le altre e partecipa profondamente ai suoi valori comuni, il secondo si definisce per contrasto ed evidenzia rapporti e partecipazioni meno personali e più funzionali.