L’avvicinarsi del tempo

Pensieri per lo spirito

In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariòta, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnare Gesù. Il primo giorno degli Ázzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città da un tale e ditegli: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua. Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l’hai detto».
Mt 26, 14-25

«Il tempo è vicino»: il Mercoledì Santo scandisce il conto alla rovescia verso l’ora, quella in cui il Figlio dell’Uomo sarà crocifisso per aver osato farsi Figlio di Dio, anzi, Dio stesso. La bestemmia più grande agli occhi dei sacerdoti, degli scribi e dei farisei, che non comprendono la Verità contenuta nella persona del Cristo e nell’annuncio del Regno, è il motivo della condanna a morte di Gesù.
«Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo» (Mc 1, 15) aveva già detto il Maestro, invitando però a fare attenzione a chi dare ascolto: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro!» (Lc 21, 8).
Sebbene, dunque, il tempo di Gesù troverà il suo compimento sulla Croce che metterà fine alla sua storia terrena, tutta la corsa verso l’ora è già, in realtà, il tempo che si compie, perché l’annuncio del Dio-amore e della necessità di cambiamento dell’uomo proprio durante questo tempo viene proclamato e richiede all’uomo accoglienza, disponibilità e docilità di cuore.
La parola tempo riassume così, in senso lato, ogni attimo della storia della Salvezza: indica il passato in cui Dio si è definitivamente rivelato, nella pienezza del tempo (Gal 4,4) appunto, in una parabola umana che parte dall’incarnazione e approda sul legno della Croce, ma poi travalica la temporalità (a noi nota) nella risurrezione; è il presente, in cui ogni uomo vive il tempo del Regno con la possibilità di fargli spazio nella propria vita perché si espanda; è anche il futuro, quel momento finale in cui ciascuno supererà il confine di questa esistenza umana, per rituffarsi in Dio; e poi, ancora, è quello del Giudizio ultimo e della Gerusalemme nuova, del tempo senza fine.
Tempo: parola di speranza o di disperazione… a ciascuno la scelta. Chi accoglie il tempo di Dio nella propria vita, chi abbraccia il Regno di Dio che bussa alla propria porta, fa del tempo lo spazio per l’amore, la condivisione, la pace del cuore, la gioia che nessuno può togliere (cfr Gv 16,22), nella speranza di una realizzazione completa che attende l’uomo; chi, invece, rinnega il tempo di Dio vive sempre in corsa contro il tempo, nell’attesa smaniosa di fare e strafare miliardi di cose che non saziano, oppure perde il tempo, sprecando le occasioni per dare senso alle ore che passano, sciupando ciò che offre risposte alle domande interiori del cuore umano, non rispondendo alla vocazione personale di ciascuno, all’esigenza di farsi santi già qui e ora.
Il tempo è vicino, il tempo è qui, perché l’Ora si è compiuta. E l’Ora ci interroga, chiede la nostra risposta. Se Gesù ha dato la vita per amore, per la Verità, per il Regno, allora lasciamo entrare questo Regno in noi, apriamo il cuore all’amore di Dio e anche il nostro tempo sarà diverso. Intessuto di significato, colmo di opportunità, grato alla memoria del passato, intensamente vissuto nel presente, proteso con gioia verso il futuro.

(Dal blog Chiamati alla speranza)