La missione al cuore della Fede

  di: Mario Bandera

Il mandato del Signore ai suoi discepoli di andare fino agli estremi confini della terra ad annunciare il Vangelo, ovvero «la Buona notizia del perdono e della misericordia» evoca una precisa responsabilità per il compito ricevuto, e per quanto ognuno cerchi di attenuare questa frase di Gesù di Nazaret o di non prestargli troppa attenzione, essa resta sempre per i credenti di un’attualità più viva che mai. È vero che lungo i secoli molte cose sono cambiate e che quindi anche il volto della missione ne ha risentito, ciò sta ad indicare che oggi il mondo missionario deve fare i conti con una situazione molto diversa dai secoli scorsi.

Come vivere la missione

Per cui come vivere la missione oggi in maniera sempre più rispondente alle sfide dei nostri giorni e allo stesso tempo come tener fede al mandato di Cristo nei termini essenziali che egli stesso diede ai suoi discepoli? Come aggiornare e tradurre in modo più adeguato e appropriato il messaggio di Cristo oggi e i valori perenni contenuti nel Vangelo?

Se consideriamo che oggi gli abitanti del pianeta Terra sono più di sei miliardi di esseri umani, una realtà che dal punto di vista religioso vede i cristiani di tutte le confessioni, ovvero cattolici, ortodossi, protestanti e altri, che tutti insieme non arrivano a due miliardi di persone.

Solo da questa minima considerazione numerica vediamo che per quanto riguarda l’annuncio missionario il lavoro da fare è veramente tanto! Eppure proprio scorrendo le pagine del grande libro delle missioni, abbiamo la bella sorpresa di vedere oggi le comunità cristiane e cattoliche presenti in tutti i paesi del mondo.

A confronto con l’intolleranza

Qualcuno potrà obiettare che tutto ciò non è proprio vero, in quanto ci sono nazioni che non tollerano al proprio interno i cristiani, meno che meno i cattolici, vedi alcuni paesi come l’Arabia Saudita o la Corea del Nord. A questi scettici si può rispondere dicendo: che per quanto riguarda l’Arabia Saudita al suo interno vivono circa ottocentomila lavoratori filippini, quasi tutti cattolici, e la loro presenza è una testimonianza forte e coerente in una delle realtà più difficili per la fede cattolica.

Per quanto riguarda la Corea del Nord gli sporadici contatti che avvengono con i cristiani quel paese tramite le poche visite che i parenti della Corea del Sud possono fare ai propri familiari alcune volte all’anno, parlano di piccole comunità che vivono di nascosto la propria fede a livello quasi catacombale, ma non per questo la loro fede è meno viva che altrove!

Crisi del dialogo interreligioso

Una delle sfide più cruciali per la missione ai giorni nostri resta quella del dialogo interreligioso, il cui termine sembra contrapporsi a quello di missione, il primo sembra evocare rispetto, il secondo sembra invece più un sinonimo di conquista, ma non è proprio così.  La Chiesa sa che Dio vuole salvi tutti gli uomini in Cristo. E sa che lungo la storia, Dio non manca di rendersi presente in tanti modi non solo a singoli individui ma anche a interi popoli mediante le loro ricchezze spirituali, per cui mettendo in atto questo dialogo sincero, la Chiesa riconosce volentieri quanto c’è di vero e di santo nelle altre religioni, per cui non si stanca di favorire momenti d’incontro e di preghiera fra credenti e uomini di buona volontà desiderosi solo di costruire un mondo più giusto e fraterno.

La sfida della povertà

Un altro grosso problema che interpella oggi la missione è quello della povertà! Non si può dimenticare che il Sud del mondo schiacciato dalla povertà ha ricevuto l’annuncio del Vangelo dal Nord dal mondo cioè dai paese più ricchi e sviluppati, che tra l’altro controllano i meccanismi perversi dell’economia mondiale che generano e alimentano il dramma perverso del debito estero che attanaglia molti Paesi in via di sviluppo impedendo loro di affrancarsi da questo pesante e iniquo fardello.

L’esperienza dei missionari è sempre stata e lo è tutt’ora quello di stare accanto ai poveri (spesso sono gli unici a farlo!). Essi mentre annunciano il Vangelo e la salvezza di Dio promessa innanzitutto ai poveri, diventano promotori di sviluppo per le popolazioni tra le quali vivono e operano.

Formazione delle coscienze

Ma la più rilevante azione messa in opera dalla Chiesa nel suo impegno missionario è la formazione delle coscienze, la maturazione della mentalità e dei costumi, l’anelito alla liberazione non solo dal peccato individuale ma anche dalle sovrastrutture di peccato che inquinano la società, perché è l’uomo il protagonista dello sviluppo, non il denaro o la tecnica.

Alle sfide finora ricordate se ne dovrebbero aggiungere delle altre, che toccano anche la nostra realtà, come la trasformazione dell’Europa cristiana in una società multietnica e multireligiosa, sia per la presenza dell’islam sia (e questo è un dato inedito) per il diffondersi di esperienze religiose provenienti dall’Estremo Oriente. Tutto ciò può generare paura non solo nell’opinione pubblica ma anche nella comunità cristiana, approfittando della GMM e riponendo totale fiducia in Gesù di Nazaret queste sfide attuali possono diventare un fattore di maturità e di crescita per tutti i credenti.