Verso il Sinodo 2018: ascoltare i giovani senza rigidità

 

«Sogniamo una Chiesa che sappia lasciare spazi al mondo giovanile e ai suoi linguaggi, apprezzandone e valorizzandone la creatività e i talenti». Il documento preparatorio per la XV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi che si svolgerà a ottobre del 2018 sul tema «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale» è stato pubblicato oggi in Vaticano. Il testo, di taglio ancora molto generale, delinea tra l’altro un tono dialogante per l’azione pastorale nei confronti dei giovani (tra i 16 e i 29 anni), raccomandando di «uscire dai propri schemi preconfezionati, incontrandoli lì dove sono, adeguandosi ai loro tempi e ai loro ritmi» e uscendo, come dice il Papa, da «quelle rigidità che rendono meno credibile l’annuncio della gioia del Vangelo». A conclusione del testo, che confluirà poi nel documento di lavoro del Sinodo (Instrumentum laboris), viene pubblicato un primo questionario che verrà indirizzato ai giovani di tutte le diocesi del mondo al quale – novità del prossimo Sinodo – seguirà una seconda «consultazione di tutti i giovani attraverso un sito Internet, con un questionario sulle loro aspettative e la loro vita».  

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Il documento preparatorio, si legge nell’introduzione del testo di 69 pagine pubblicato dalla Libreria editrice vaticana (Lev), propone una riflessione articolata in tre passi: «Si comincia delineando sommariamente alcune dinamiche sociali e culturali del mondo in cui i giovani crescono e prendono le loro decisioni, per proporne una lettura di fede. Si ripercorrono poi i passaggi fondamentali del processo di discernimento, che è lo strumento principale che la Chiesa sente di offrire ai giovani per scoprire, alla luce della fede, la propria vocazione. Infine si mettono a tema gli snodi fondamentali di una pastorale giovanile vocazionale». Obiettivo del Sinodo, ribadisce il documento, individuare «come accompagnare i giovani a riconoscere e accogliere la chiamata all’amore e alla vita in pienezza, e anche di chiedere ai giovani stessi di aiutarla a identificare le modalità oggi più efficaci per annunciare la Buona Notizia».  

La prima parte del documento fa una prima disamina dei «giovani nel mondo di oggi», mettendo in luce alcune questioni di attualità, dalla «fluidità e incertezza» della società alla disoccupazione ai ragazzi «neet» (not in education, employment or training) e all’aumentata flessibilità sul lavoro, dalla globalizzazione all’immigrazione e in particolare alle «seconde generazioni» e ai figli di coppie miste, dalla nuova emigrazione da paesi anche benestanti al mondo «iperconnesso» di internet e dei social media, dalle difficoltà di comprensione tra figli e genitori ai sentimenti di «sfiducia, indifferenza o indignazione» dei giovani verso le istituzioni, compresa la «Chiesa nel suo aspetto istituzionale». In generale, «valide opportunità e rischi insidiosi si intrecciano in un groviglio non facilmente districabile». Nel contesto di «fluidità e precarietà che abbiamo delineato, la transizione alla vita adulta e la costruzione dell’identità richiedono sempre più un percorso “riflessivo”», è la conclusione. «Se nella società o nella comunità cristiana vogliamo far succedere qualcosa di nuovo, dobbiamo lasciare spazio perché persone nuove possano agire». 

La seconda sezione si concentra sul tema «fede, discernimento, vocazione». Vocazione, ha precisato in conferenza stampa il cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario del Sinodo, «non in senso stretto, la vocazione solo dei preti e delle suore, ma in senso ampio». Il documento parte, su questo, dalla centralità del «discernimento vocazionale», ossia il «processo con cui la persona arriva a compiere, in dialogo con il Signore e in ascolto della voce dello Spirito, le scelte fondamentali, a partire da quella sullo stato di vita». L’assunto è che la coscienza, come insegna il Concilio Vaticano II, «è il nucleo più segreto e il sacrario dell’uomo, dove egli è solo con Dio, la cui voce risuona nell’intimità», e dunque la coscienza è «uno spazio inviolabile in cui si manifesta l’invito ad accogliere una promessa. Discernere la voce dello Spirito dagli altri richiami e decidere che risposta dare è un compito che spetta a ciascuno: gli altri lo possono accompagnare e confermare, ma mai sostituire». 

Alla «azione pastorale» è dedicato, infine, la terza e ultima parte del documento preparatorio del Sinodo: «Accompagnare i giovani – si legge – richiede di uscire dai propri schemi preconfezionati, incontrandoli lì dove sono, adeguandosi ai loro tempi e ai loro ritmi; significa anche prenderli sul serio nella loro fatica a decifrare la realtà in cui vivono e a trasformare un annuncio ricevuto in gesti e parole, nello sforzo quotidiano di costruire la propria storia e nella ricerca più o meno consapevole di un senso per le loro vite». Pastorale vocazionale significa dunque «accogliere l’invito di Papa Francesco a uscire, anzitutto da quelle rigidità che rendono meno credibile l’annuncio della gioia del Vangelo, dagli schemi in cui le persone si sentono incasellate e da un modo di essere Chiesa che a volte risulta anacronistico. Uscire è segno anche di libertà interiore da attività e preoccupazioni abituali, così da permettere ai giovani di essere protagonisti». I soggetti di questa pastorale sono «tutti i giovani, nessuno escluso», e soprattutto inclusi i «giovani poveri, emarginati ed esclusi». Gli adulti coinvolti in questa pastorale devono essere maturi ed evitare ogni forma di «abuso». E i luoghi in cui incontrare i giovani, oltre quelli classici delle parrocchie o dei movimenti cattolici, sottolinea il testo, sono anche il volontariato sociale e il mondo digitale. Un sito internet per il sinodo, sinodogiovani2018.va, ha spiegato in conferenza stampa monsignor Fabio Fabene, sottosegretario del Sinodo, sarà in linea dal primo marzo. Al tempo stesso, «in una società sempre più rumorosa, che offre una sovrabbondanza di stimoli, un obiettivo fondamentale della pastorale giovanile vocazionale è offrire occasioni per assaporare il valore del silenzio e della contemplazione e formare alla rilettura delle proprie esperienze e all’ascolto della coscienza». 

Il Documento preparatorio si conclude con un primo questionario di quindici domande rivolte ai giovani ai quali seguono gruppi di tre ulteriori questioni per ogni continente. Le domande relative ai vari continenti sono state elaborate dai membri della Segreteria del Sinodo provenienti proprio dai rispettivi continenti.  (Vatican Insider) ripreso da vari giornali