Un esame di coscienza per giovani sulla via delle Beatitudini

«HAI MUTATO LA MIA VESTE DI SACCO IN ABITO DI GIOIA»

Giuseppe Buccellato

Per noi la santità consiste nello stare molto allegri…
(S. Domenico Savio)

È possibile parlare di peccato, di esame di coscienza, di confessione senza suscitare in noi paure e sensi di colpa? Certamente! Occorre non dimenticare che il fine dell’uomo è la beatitudine e che dietro ogni comandamento di Dio, dietro ogni virtù, per quanto difficile da vivere, c’è nascosto un frammento di felicità… Se siamo dunque convinti che ogni peccato, piccolo o grande che sia, è una «malattia» che mi impedisce di star bene, saremo animati da una serenità nuova nel «ricercare la nostra colpa e detestarla». Ogni definitiva guarigione inizia da una attenta diagnosi…

1 Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beato chi è umile, chi pone la sua fiducia in Dio, chi si sente povero dinanzi a lui.
Beato chi si sente piccolo dinanzi a Dio e bisognoso del suo aiuto. Beato chi pone in Dio la sua speranza… Beato chi si rivolge a lui nella preghiera con l’affetto di un figlio. Beato chi in lui si rifugia (Sal 2,12). Beato chi è semplice e umile, chi non cerca continuamente la stima degli altri. Beato chi non vuol sentirsi sempre al centro del mondo, chi parla poco di sé stesso e dei suoi «successi». Beato chi non è geloso del successo degli altri. Beato chi non cerca mai di umiliare gli altri, facendo loro notare gli errori che commettono. Beato chi cerca sempre di stimare gli altri più di sé stesso. Beato chi sente che i suoi meriti e i suoi doni non sono suoi, ma gli sono stati dati da Dio per essere messi a servizio degli altri. Beato chi sa ringraziare per il bene che ha ricevuto.

2 Beati gli afflitti, perché saranno consolati. Beati quelli che sono nella tristezza. Dio li consolerà.
Beato chi non si scoraggia quando si trova nella sofferenza. Beato chi riesce ad accettare serenamente i propri limiti. Beato chi comprende che mediante la sofferenza di Cristo ha salvato l’umanità e che anche la nostra croce, portata per amore, può avere un senso. Beati coloro che non sfuggono alla fatica quotidiana, ma costruiscono pazientemente con il proprio studio o il proprio lavoro una buona vita. Beato l’uomo che si sente solidale con i problemi del mondo. Beato chi sente che le sorti dell’umanità dipendono anche da lui. Beato chi non si dimentica che i problemi degli altri sono spesso più grossi dei nostri. Beato chi cerca sempre di essere un «buon regalo» per le persone che ha accanto.

3 Beati i miti, perché erediteranno la terra. Beati quelli che non sono violenti. Dio darà a loro la terra promessa.
Beato chi non fa del male a nessuna creatura. Beato l’uomo che non si mette dalla parte dei superbi (Sal 40,5). Beato chi sa accogliere tutti con dolcezza e amabilità. Beato chi sa controllare i movimenti del suo animo e non si lascia andare alla rabbia. Beato chi sa controllare la sua lingua. Beato chi è paziente con tutti, chi è mite e buono con le persone con cui vive abitualmente. Beato chi non si augura il male di nessuno. Beato chi è libero dal rancore, perché nel suo cuore alberga la vera pace. Beato chi sa perdonare per il male che ha ricevuto, giustificando gli errori degli altri. Beato chi sa dire, come Gesù, Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno… Beato chi sa chiedere perdono per il male che ha fatto. Beato chi sa perdonare sé stesso. Beato chi non si scoraggia di fronte ai propri insuccessi e non si fa del male in nessun modo. Beati coloro che non dipendono dall’alcool o da altre sostanze: saranno uomini e donne veramente liberi.

4 Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati quelli che desiderano ardentemente quello che Dio vuole. Dio esaudirà i loro desideri.
Beati coloro che si impegnano ogni giorno per costruire un mondo più giusto. Beati coloro che amano le cose giuste e lottano ogni giorno perché vengano rispettati i diritti di ogni uomo. Beati quelli che lavorano onestamente, senza frodare nessuno. Beato chi rispetta il suo orario di lavoro o non copia i suoi compiti, anche quando nessuno lo controlla. Beato chi è onesto e trasparente con tutti. Beato chi può guardarsi allo specchio ogni mattina senza rimproverarsi nulla. Beato chi è disposto a pagare di persona per evitare un’ingiustizia. Beato chi non accetta il vantaggio di amicizie importanti per ottenere qualcosa a cui non ha diritto. Beato chi paga i suoi debiti con lo Stato, senza frodare il fisco. Beato chi è onesto con se stesso e con gli altri.

5 Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati quelli che hanno compassione degli altri. Dio avrà compassione di loro.
Beati coloro che sanno chinarsi sulla sofferenza degli altri. Beato l’uomo che ha cura del debole; nel giorno della sventura il Signore lo libererà (Sal 41,2). Beati coloro che assistono un parente, un amico, un conoscente ammalato: Gesù li chiamerà a sé, perché egli è presente in ogni uomo che soffre. Beati coloro che dedicano del tempo ad alleviare la sofferenza spirituale o la solitudine di qualcuno. Beati coloro che sono attenti a non far soffrire nessuno. Beati coloro che hanno compassione degli errori degli altri e non li giudicano. Beati coloro che si ricordano che soltanto Dio può conoscere i segreti del cuore di un uomo e le sue vere responsabilità. Beati coloro che non giudicano e non mettono etichette a nessuno. Beato chi non spreca i soldi, pensando a quanti non hanno di che vivere. Beati coloro che trovano il tempo per aiutare i compagni e gli amici in difficoltà.

6 Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati quelli che hanno il cuore sincero e gli occhi limpidi.
Beati quelli che non sono sospettosi nell’interpretare le azioni degli altri. Beato chi è incapace di mentire ed è sincero con tutti. Beato chi non fa nulla di nascosto, ma vive sempre alla luce del sole. Beato chi ha gli occhi limpidi. Beato l’uomo che sopporta la tentazione (Gc 1,12). Beato chi è consapevole che il nostro corpo è abitazione di Dio, tempio del suo Spirito. Beato chi non tradisce il suo ragazzo o la sua ragazza. Beato chi è consapevole che la sessualità è un dono di Dio e che non può essere usata soltanto per il proprio piacere. Beato chi non confonde la gioia con il piacere. Beato chi non usa il corpo di un altro come se fosse un oggetto. Beato quel giovane, quella giovane che hanno la pazienza di aspettare che sia Dio a benedire la loro unione. Beato chi sa essere, fin da giovane, padrone di sé stesso e delle sue passioni: il suo matrimonio avrà probabilità di successo. Beati coloro che sono sinceri con i loro genitori e sanno riconoscere in loro degli amici e dei compagni di viaggio. Beato chi è libero da una dipendenza da internet o dal gioco d’azzardo.

7 Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati quelli che diffondono la pace. Dio li accoglierà come suoi figli.
Beati quelli che costruiscono la pace e la concordia, perché somigliano a Dio. Beati quelli che non parlano mai male di nessuno. Beati quelli che fanno morire nel loro cuore le chiacchiere che sentono in giro. Beato chi sa vedere il bene dappertutto, Beati quelli che non seminano discordia e pettegolezzi. Beati quelli che cercano di conciliare le parti avverse anzicchè prendere parte alle liti. Beati quelli che contribuiscono a ricostruire un’amicizia frantumata o un fidanzamento in crisi. Beati coloro che portano la pace con la loro allegria e il buon umore. Beati coloro che non sono pessimisti e non fanno pesare i loro problemi sul mondo intero. Beati coloro che incoraggiano tutti e sono disposti ad alleviare i pesi degli altri. Beati coloro che sperimentano, nel volontariato, la gioia di essere utile a qualcuno. Beato chi sa essere generoso con il proprio tempo e le proprie qualità e le mette a disposizione degli altri.

8 Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono perseguitati per aver fatto la volontà di Dio.
Beato chi è pronto a soffrire per essere fedele a Dio e a tutti coloro con cui ha preso un impegno. Beati quelli che ascoltano la Parola di Dio e la osservano (Lc 11,28). Beato chi è coerente con sé stesso, chi fa le cose in cui crede e crede nelle cose che fa. Beati coloro che vanno controcorrente e non hanno paura di girare senza roba «griffata». Beati coloro che non hanno timore del giudizio degli altri, ma sanno essere coerenti con sé stessi. Beato chi è capace di accettare le conseguenze delle proprie scelte di fede. Beato chi non è razzista, ma sa accogliere tutti allo stesso modo. Beato chi non si vergogna di essere cristiano. Beato colui che è chiamato a dare la sua vita per l’Ideale in cui crede. Beati voi se siete insultati per il nome di Cristo (1Pt 4,14).