DOMENICA XIV – A – di Giuseppe Bellia

Non con eserciti potenti

viene a noi il Messia;

non con le armi vince

la tracotanza dei popoli.

Su umile cavalcatura

il Signore viene a Sion,

esultano le figlie di Giuda

e gli umili comprendono.

Egli viene dal Padre suo.

da ineffabile decreto,

che ai piccoli lo rivela

e ai dotti lo nasconde.

Tace ogni sapienza,

Iddio è oltre la scienza.

Un fuoco lo circonda,

che il Figlio porta in terra.

Da saggio mi feci stolto

per la sublime scienza

a me rivelata dal Figlio

e lo Spirito mi fu guida.

Sempre più vorrò essere

nulla agli occhi del mondo,

piccolo granello di sabbia,

sfavillante di luce divina.

PRIMA LETTURA                                              Zc 9,9-10

Dal libro del profeta Zaccaria

Questo breve tratto s’inserisce in un contesto più ampio: una profezia sul futuro regno messianico (9,1 – 10,1). Il tratto proposto dalla liturgia ne presenta il cuore. Esso è preceduto da una visione d’inserimento dei popoli circostanti all’interno d’Israele (9,1-8) ed è seguito da un invito al ritorno dei dispersi d’Israele (9,11-15) su una terra benedetta dal Signore (9,16-10,1).

Così dice il Signore:

«Esulta grandemente, figlia di Sion,

giubila, figlia di Gerusalemme!

Ecco, a te viene il tuo re.

Esulta … giubila sono le grida tipiche dell’acclamazione al re nel momento in cui egli diviene re in Gerusalemme (cfr. Sal 46,7: «Cantate inni a Dio, cantate inni; cantate inni al nostro re, cantate inni». Il re è acclamato dopo Dio e insieme a Lui per l’intima connessione che esiste).

Ecco, a te viene il tuo re. La venuta del re davidico a Sion e a Gerusalemme a capo degli esiliati, che ritornano, fa prorompere in grida di gioia perché inizia un nuovo tempo, quello della redenzione.

Anche al ritorno dell’esilio di Babilonia Zorobabele espresse, in quanto guida del popolo, un segno della messianità.

La parola, pur essendo storica, tuttavia non si chiude in quel preciso episodio, che ne segna la nascita, ma si stende ad abbracciare l’intera storia.

Egli è giusto e vittorioso,

umile, cavalca un asino,

un puledro figlio d’asina.

Giusto, nel re messia questo termine non solo assume i connotati di una giustizia personale ma soprattutto esso significa la giustizia espressa nel giudicare il popolo (cfr. Sal 71,1-2: «Dio, dà al re il tuo giudizio, al figlio del re la tua giustizia; regga con giustizia il tuo popolo e i tuoi poveri con rettitudine»).

Vittorioso, il testo nella sua lettera ebraica può destare problemi; si legge infatti: salvato. Lo stesso re messia è salvato da Dio e in lui Dio porta la salvezza al suo popolo.

Letta in Gesù questa parola, essa non vuole negare il ruolo salvifico del Signore ma rilevare l’intervento del Padre nei suoi confronti. Egli, che ha ricevuto dal Padre il comando di dare la sua vita e di riprenderla di nuovo (cfr. Gv 10,18), non vive l’intervento del Padre in modo passivo come se Egli fosse privo di forze (come lo è per noi) ma lo vive come partecipe dell’unica signoria e dell’unica forza. In tal modo l’essere salvato dal Padre è la sua stessa vittoria. 

Umile, egli non ha l’apparenza di gloria e di potenza  dei re precedenti. Egli appartiene a quel popolo di poveri e di piccoli nei quali il Signore si compiace. Pur non avendo le insegne regali (vedi anche Zorobabele che ritorna in testa ai deportati) tuttavia egli esprime la stessa regalità del Messia e quindi reca la sua stessa salvezza. Il cavalcare un asino era proprio dei Giudici (Gdc 10,4), del re Davide e dei suoi figli (1Re 1,33-44).

Gesù ha voluto che si attuasse letteralmente questa profezia nel suo ingresso in Gerusalemme (cfr. Gv 12,12-16).

Farà sparire il carro da guerra da Èfraim

e il cavallo da Gerusalemme,

l’arco di guerra sarà spezzato,

annuncerà la pace alle nazioni,

il suo dominio sarà da mare a mare

e dal Fiume fino ai confini della terra».

Farà sparire, nella traduzione il soggetto è il re messia (secondo i LXX), nel testo ebraico è Dio: farò sparire. Da tutto Israele compendiato in Efraim e Gerusalemme scompaiono gli strumenti della guerra e quindi della violenza e dell’oppressione.

Non solo Israele ma anche le Genti godranno della sua pace. L’annuncio della pace significa la ricerca del loro bene e quindi le Genti saranno liete di stare sotto il suo dominio, che si estenderà secondo i confini della promessa fatta ad Abramo (Gn 15,18): dal mare Rosso al mare Mediterraneo, dal fiume Eufrate fino alla terra di Canaan, a sud di Gaza.

Letta in Gesù, questa parola significa che la sua messianità si estende solo mediante l’annuncio e non con i mezzi violenti della guerra. Anzi la parola evangelica vuole distruggere nel cuore degli uomini la violenza e quindi gli strumenti stessi di essa. Il dominio del Messia attua pienamente la promessa di Abramo perché si estende da Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra (At 1,8). Quindi quello che la profezia annuncia non solo si sta attuando in coloro che credono nel Signore e ne accolgono la regalità ma anche essa è fermento che converge tutta l’umanità e la sua storia verso la pace annunciata da Gesù, come remissione dei peccati e quindi come nuova vita (cfr. Gv 20,21-23).

Nota

«Poiché leggiamo questo testo nella domenica delle Palme e oggi la liturgia lo unisce al testo evangelico, mi sono chiesto se il testo era singolo da toglierlo dal capitolo come una gemma. Mi pare di capire che è in stretto rapporto con il resto. È il cap. 9 che segna uno stacco con gli altri capitoli e il Dhorme lo definisce “Apocalisse di Zaccaria”. Anzitutto il capitolo è introdotto con due parole: oracolo e parola. L’annuncio è che il Signore prende possesso di tutti i paesi e continua dicendo che tutti questi vengono talmente posseduti da Dio che sono messi dentro e al v. 7 dice i Filistei verranno integrati nel popolo di Dio. v. 8. dice ho veduto con i miei occhi, li ho soggiogati e messi dentro, per cui a questo punto scoppia il grido e la rappresentazione del re Messia che prende possesso indica che Dio attraverso il Messia vede con i suoi occhi; per questo accetto le due lezioni: dei LXX e dell’ebraico, al v. 10 perché l’azione è attribuita al Messia (LXX) e a Dio (Eb) è in fondo la stessa cosa» (d. G. Dossetti, appunti di omelia, Ras el ‘Amud, 6.7.1975).

SALMO RESPONSORIALE                                 Sal 144

R/.  Benedirò il tuo nome per sempre, Signore.

O Dio, mio re, voglio esaltarti

e benedire il tuo nome in eterno e per sempre.

Ti voglio benedire ogni giorno,

lodare il tuo nome in eterno e per sempre.        R/.

Misericordioso e pietoso è il Signore,

lento all’ira e grande nell’amore.

Buono è il Signore verso tutti,

la sua tenerezza si espande su tutte le creature.                       R/.

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere

e ti benedicano i tuoi fedeli.

Dicano la gloria del tuo regno

e parlino della tua potenza.                   R/.

Fedele è il Signore in tutte le sue parole

e buono in tutte le sue opere.

Il Signore sostiene quelli che vacillano

e rialza chiunque è caduto.                   R/.

SECONDA LETTURA                                     Rm 8,9.11-13

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, 9 voi non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene.

Letteralmente dice: nella carne: Questa non esprime solo un dominio ma anche uno spazio esistenziale, una dimensione del vivere con una sua sapienza, delle scelte ben precise, che diventano escludenti ogni altra scelta,

Allo stesso modo anche lo Spirito sta ad indicare una scelta ben definita, che si configura nella fede in Gesù. Credere in Gesù è indice che lo Spirito di Dio abita in noi, Egli vi abita come agape effusa nei nostri cuori. Questa infatti caratterizza il nostro rapporto vicendevole e il suo farsi visibile tra noi sta ad indicare che vi è lo Spirito tra noi e in noi e che quindi non siamo più nella carne così da esser dominati dalla sua concupiscenza.

Non avere lo Spirito di Cristo significa                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       esser privo delle tre virtù teologali e quindi esser incapaci a credere, ad amare e a sperare,

[10 E se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto a causa del peccato, ma lo spirito è vita a causa della giustificazione.]

Dal momento che in noi vi è lo Spirito vi è pure Cristo. Egli è in noi per operare la nostra redenzione. Questa comincia dallo spirito. L’apostolo sembra stabilire un’immediata relazione tra lo Spirito Santo e lo spirito, che è in noi. Dal momento che lo spirito è vita a causa della giustificazione, bisogna ricercare in noi che cosa sia lo spirito, dal quale scaturisce l’incessante vivificazione del corpo, che è morto a causa del peccato. Penso che la giustificazione investa prima di tutto il nostro io nel suo relazionarsi a Cristo mediante la fede e che pertanto noi siamo giustificati nella nostra persona, nel suo relazionarsi a Cristo,

Immersi nelle acque battesimali con tutto noi stessi, la giustificazione dalla nostra persona si estende a tutte le facoltà di essa sia spirituali che psiche e fisiche in modo che il cammino della redenzione sia una progressiva conquista di noi stessi fino a raggiungere il nostro corpo nella risurrezione.

Noi quindi sentiamo in noi stessi ancora il peso del peccato, che un certo suo dominio sul corpo, ma recepiamo anche l’efficacia dell’azione battesimale, che se assecondata, porta alla piena redenzione nella speranza.

11 E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.

L’inabitazione dello Spirito in noi ha come scopo di assimilarci in tutto a Cristo. Il nostro corpo, non ancora libero dalla dialettica del peccato, può seguire il Cristo sofferente. In questa sequela lo sostiene il nostro spirito nel quale è posta la speranza della risurrezione, che già ha iniziato a operare in noi. Si è invertito il processo. Prima della giustificazione noi eravamo soggetti alla morte e quindi tutto in noi faceva ad essa riferimento; ora invece, giustificati, in noi ha iniziato a operare la vita stessa di Cristo, che ha il suo principio nello Spirito Santo. Questi, abitando in noi come caparra dei beni futuri, ha già immesso in noi il processo della risurrezione. Altrove l’apostolo scrive che lo Spirito Santo abita inel nostro corpo come in un tempio ad indicare che la sua azione investe anche i nostri corpi mortali.

12 Così dunque, fratelli, noi siamo debitori non verso la carne, per vivere secondo i desideri carnali, 13 perché, se vivete secondo la carne, morirete. Se, invece, mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete.

Prima della giustificazione e al di fuori di essa, noi siamo debitori verso la carne. Infatti quando si è nella carne si deve vivere secondo i desideri carnali. Non vi è infatti nessun’altra possiblità, anche se teoricamente si riesce a distinguere il bene dal male, perché quello che razionalmente è colto, non è accolto esistenzialmente. L’apostolo ha già trattao questo argomento nel c. 7 di questa lettera.

L’unica via d’uscita dalla tensione creata da questo divario tra la legge della mente e la legge del peccato, che è nelle nostre membra, si trova nello Spirito, che si fa talmente umile da rendersi strumento nostro (mediante lo Spirito) perché noi posiamo far morire le opere del corpo.

Lo Spirito si colloca in noi tra la forza travolgente della passione e il suo fuoco, che incendia le nostre membra, e la nostra libertà di scelta, rendendoci capaci di scegliere il bene nonostante la forza suggestiva del male.

Il cristiano non può avere come solo principio il suo io, che si appoggia sulla coscienza per scegliere il bene e ripudiare il male, ma si fonda sulla presenza dello Spirito di Dio in lui, che sta alla sorgente del suo essere e ritma se stesso secondo la capacità ch ciascuno di noi ha di accoglierlo. Per questo sta scritto che egli viene in soccorso alla nostra debolezza.

CANTO AL VANGELO                                    Cf Mt 11, 25

R/.  Alleluia, alleluia.

Ti rendo lode, Padre,

Signore del cielo e della terra,

perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno.

R/.  Alleluia.

VANGELO                                                       Mt 11,25-30

 Dal Vangelo secondo Matteo

25 In quel tempo [rispondendo] Gesù disse:

«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.

In quel tempo, dopo che il Signore ha gravemente ammonito le città, in cui egli ha compiuto i segni e che lo rifiutano, esprimendo quel rifiuto, che caratterizza Israele chino sulla sua sapienza e intelligenza e quindi sulla sua giustizia.

Rispondendo a questo rifiuto, egli rivela il disegno del Padre che così vuole, Gesù disse: è una proclamazione pubblica nella quale è rivelato il senso del suo ministero Ti rendo lode, perché in Lui si rivela il Padre e da Lui viene glorificato nella puntuale realizzazione della sua volontà, Padre, Lo rivela e rivelandolo rivela se stesso, Signore del cielo e della terra, come è scritto: In principio Dio creò il cielo e la terra (Gn 1,1); essendone il creatore ne è pure il Signore che rivela, in questo spazio della creazione e nella sua storia, il disegno tenuto nascosto dalla creazione del mondo ma ora rivelato nel Figlio. Perché hai nascosto sotto la lettera della divina Scrittura e tra le pieghe della storia, queste cose, i misteri del regno, ai sapienti e ai dotti, che scrutano le divine Scritture e tali sono chiamati in Israele ma che non sono giunti alla conoscenza, come accadde a Babilonia «quando i saggi non seppero interpretare il sogno di Nabucodonosor (Dn 2,3-13) mentre il mistero fu svelato a Daniele dal Dio del cielo (ivi 18-28) e che perciò lodò Dio per avergli accordato la sapienza (ivi 23) sul regno innalzato da Dio medesimo (ivi 44)» (TOB); e le hai rivelate ai piccoli. Come il Padre nasconde ai sapienti e ai dotti, così ora rivela. Nell’accogliere o nel rifiutare Gesù si rende manifesta questa sua azione. La rivelazione infatti è un dono che non dipende dalla scienza dell’uomo ma dall’iniziativa divina che ha scelto i piccoli. Costoro sono privi della parola della sapienza umana e sono come infanti appena nati che succhiano il latte sincero della parola (cfr. 1Pt 2,2) e sono piccoli quanto a malizia (1Cor 14,20). Piccoli sono i discepoli cui è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli (cfr. Mt 13,11). La luce evangelica, che rivela i misteri contenuti nella legge e nei profeti, là dove vede l’orgoglio che deriva dalla sapienza carnale si arresta e non penetra e viene persino respinta; là dove invece vede l’umiltà del cuore e la piccolezza, penetra, illumina e rivela. Il termine pertanto designa uno stato interiore che può esprimersi anche in una condizione sociale. Pubblicani e peccatori, riconoscendo la loro situazione e aprendosi alla conversione, sono resi oggetto della rivelazione divina, mentre non lo sono sapienti e dotti che si chiudono nella loro giustizia e non hanno bisogno di conversione.

26 Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza.

Sì, il Figlio, che ha svuotato se stesso assumendo la natura dello schiavo, acconsente al disegno del Padre che, avendo reso piccolo il Figlio lo rivela ai piccoli. Di questo il Padre si compiace. Infatti la fede in Cristo è il presupposto della conoscenza. Senza di essa tutto è nascosto. Per questo subito dice:

27 Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.

Il Padre, il Signore del cielo e della terra, ha consegnato tutto al Figlio, che è Gesù; quindi non vi può essere rivelazione divina all’infuori di Lui. Gesù sta all’inizio della tradizione. A lui il Padre ha trasmesso tutto ed Egli ha comunicato la rivelazione, lungo le generazioni, ai giusti, ai patriarchi, a Mosè, ai profeti e ai saggi. Egli è all’inizio della rivelazione e ne è il termine perché è il Figlio. E in quanto è tale, nessuno può conoscerlo se non il Padre che solo lo rivela come ha fatto durante il battesimo (cfr. 3,17) e come farà nella trasfigurazione (cfr. 17,5) e come accade a Pietro (cfr. 16,16). Infatti il Padre, che lo genera, Lui solo, può conoscerlo. Allo stesso modo nessuno conosce il Padre se non il Figlio come è detto in Giovanni: Nessuno ha mai visto Dio; l’Unigenito Dio, che è nel seno del Padre, egli lo ha fatto conoscere (1,18). Gesù si rivela e opera come il Figlio del Padre e comunica questa conoscenza a chi vuole. Solo coloro che sono discepoli del Cristo possono entrare nell’intimità del Figlio e quindi da lui ricevere la conoscenza del Padre. Infatti solo i piccoli possono conoscere i misteri del regno perché il Figlio accoglie liberamente in sé il beneplacito del Padre e lo attua. I misteri del regno, nella loro espressione più profonda, sono la rivelazione del Figlio da parte del Padre e del Padre da parte del Figlio e i piccoli godono di questa rivelazione.

28 Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.

Dopo aver lodato il Padre per la conoscenza rivelata ai piccoli, ora egli si rivolge a coloro che si affaticano e sono aggravati sotto un peso e li invita ad andare da Lui. L’esistenza dell’uomo sulla terra è caratterizzata dalla fatica, infatti la maggior parte dei giorni sono fatica e affanno (Sal 90,10) e in Giobbe è scritto: L’uomo è nato per la fatica e i possessori d’ali si innalzano nel volo (5,7). Potremmo dire che la fatica è causata da pesi che bisogna portare e che qui non vengono precisati. Crisostomo, Girolamo e Agostino parlano del peso del peccato come è detto in Sap 5,7: Ci siamo saziati nelle vie del male e della perdizione; abbiamo percorso deserti impraticabili, ma non abbiamo conosciuto la via del Signore e nel Salmo 37,5: Le mie iniquità hanno superato il mio capo, come carico pesante mi hanno oppresso. Ilario e Teofilatto parlano del grave giogo della legge contrapposto al giogo leggero dell’evangelo, come è detto in 23,4: Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito– «Ponendo il fine della legge entro la sfera terrena, essi la riducono a un insopportabile fardello di opere che non conduce a Dio, ma allontana da lui» (Weiss, GLNT). A costoro Gesù promette il riposo se vanno da Lui se cioè divengono suoi discepoli. Che cosa sia questo riposo è spiegato altrove nella divina Scrittura, come ad esempio, in Eb 4,1-11.

29 Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita.

Dicendo il mio giogo, lo contrappone a un altro giogo, quello della schiavitù. La venuta del Cristo spezza questo giogo, come è detto in Isaia: Hai spezzato il giogo del suo peso (9,3) e ancora: In quel giorno sarà tolto il suo fardello dalla tua spalla e il suo giogo cesserà di pesare sul tuo collo (10,27). E l’apostolo afferma: Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi; state dunque saldi e non lasciatevi imporre il giogo della schiavitù (Gal 5,1). Oltre che a un peso, il giogo indica corruzione come è scritto: Non lasciatevi legare al giogo estraneo degli infedeli (2Cor 6,14). Aggiogati con Cristo e in intima comunione con Lui, possiamo imparare da Lui, che inabita in noi. In Lui e con Lui, impariamo ad essere miti e umili di cuore. Con la sua presenza, la luce dello Spirito e l’unzione della Parola, che in noi rimane, apprendiamo a essere come Lui, miti e umili di cuore. Mitezza e umiltà hanno come centro il cuore, l’intimo del nostro essere, là dove la nostra persona si esprime e si determina nel pensare, nel giudicare e nel volere. Ora chi è aggiogato al Cristo e lo segue ovunque vada, viene determinato nel suo intimo dalla sua mitezza e umiltà, che pervadono il suo pensare e il suo sentire quindi il parlare e l’agire. Per questo dice: e troverete ristoro per la vostra vita (lett.: per le vostre anime). Qui il Signore cita il profeta Geremia: Così dice il Signore: fermatevi nelle strade e guardate, informatevi circa i sentieri del passato, dove sta la strada buona e prendetela, così troverete pace per le vostre anime (Ger 6,16). Come l’oracolo divino invita a fermarsi e a riflettere sui sentieri di sempre, che donano pace, così Gesù invita a sé per dare riposo alle nostre anime. Colui che si ferma e si informa circa i sentieri del passato, cioè scruta le divine Scritture, viene al Cristo e, unendosi intimamente a lui nell’accettare la sua sorte, trova riposo per l’anima sua nella mitezza e nell’umiltà, che Egli sta rivelando nel suo ministero.

30 Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Queste parole conclusive vogliono togliere ogni timore a chi è invitato sentendo parlare di giogo e di peso: «Non abbiate timore per il fatto che è un giogo, è infatti soave. Non schiaccia il collo ma lo orna. Perché dubitate e perché indugiate? Non lega la cervice con funi ma unisce la mente alla grazia. Non costringe per necessità, ma dirige la volontà al bene operare» (S. Ambrogio, Elia e il digiuno, c. 22).

Nota

«Il v. 29 è veramente la chiave, è il decreto che si manifesta in un re che è estremamente debole e che vince tutte le armi. È il decreto immodificabile. Questo decreto include anche Israele. Perché il brano viene dopo il giudizio dato su Israele. Né gli uomini sapienti secondo la sapienza dei secoli, né la sapienza di Israele, che attinge alla rivelazione, sono nulla di fronte al decreto del Padre, che ha incentrato tutto nella debolezza del Cristo. Né gli uomini né Israele possono beneficare della loro sapienza se non accettano il decreto del Padre. Capire e non capire dipende da un’azione divina».

(d. G. Dossetti, appunti di omelia, Ras el ‘Amud, 6.7.1975).

PREGHIERA DEI FEDELI

  1. La Parola, che ha ora illuminato le menti e scaldato i cuori, c’invita a pregare con fiducia il Padre, del quale siamo figli.

Signore, ascoltaci.

  • Tu che hai costituito la Chiesa madre di tutti gli uomini, donale sempre la capacità di accogliere ogni uomo affaticato e oppresso per dargli riposo, noi ti preghiamo.

  • Mostra ai tuoi figli la luce evangelica perché non amino le tenebre, che si addensano nel loro cuore, ma le ripudino nel portare i pesi gli uni degli altri, noi ti preghiamo.

  • Tu che nel tuo Cristo ci annunci la pace, abbi compassione dei popoli lacerati dalla guerra e rendici operatori di pace, noi ti preghiamo.

  • Risplenda nella nostra persona la mitezza di Gesù e i nostri cuori si riposino nella sua umiltà perché tutti sappiano che tu sei Padre e hai cura di tutte le tue creature, noi ti preghiamo.

  • Per ogni uomo che non sa amare e odia le tue creature. Signore ricordati di lui perché si converta e viva, noi ti preghiamo.

  1. O Dio, che ti riveli ai piccoli e doni ai miti l’eredità del tuo regno, rendici poveri, liberi ed esultanti, a imitazione del Cristo tuo Figlio, per portare con lui il giogo soave della croce e annunziare agli uomini la gioia che viene da te.

Per Cristo nostro Signore.

Amen.