Sugli altari. Itala Mela, beata nel segno della Trinità

Egidio Banti

 

Mistica, profondamente legata alla Fuci, è la prima spezzina all’onore degli altari. Non potendo, a causa della salute, entrare in clausura, diviene oblata benedettina …

Il cardinale Angelo Amato, assieme al cardinale Angelo Bagnasco e ad altri tredici vescovi, ha presieduto il rito di beatificazione della serva di Dio Itala Mela: la nuova beata verrà ricordata nella liturgia il 28 aprile. «Nella beata Itala Mela – ha ricordato il cardinale Amato – la Chiesa lascia un messaggio di fiducia nella possibilità dei laici non solo di vivere in pieno la santità cristiana, ma anche di essere artefici e protagonisti del rinnovamento culturale e spirituale della società. Il mondo ha bisogno di laici santi, che fecondano la società con i frutti preziosi della bontà, della fraternità e della carità».

C’è una foto di gruppo della terza liceo classico “Lorenzo Costa” del 1921-1922 alla Spezia, nella quale figurano due sole ragazze. Una, Angela Gotelli, diventerà presidente nazionale della Fuci, deputato all’Assemblea costituente e sottosegretario in alcuni governi. L’altra, Itala Mela, domani mattina verrà proclamata beata. Sarà la prima spezzina a salire all’onore degli altari, ma la sua beatificazione rappresenta anche la conferma ecclesiale di un valore storico davvero importante nell’Italia del Novecento: quello dei movimenti sorti nel solco dell’Azione cattolica, in particolare per gli universitari e i laureati cattolici.

Nella vita di Itala, come sta scritto negli atti della beatificazione, «vibra ed è sempre presente la sua formazione umana e spirituale proveniente dall’ambiente della Fuci», la Federazione universitaria cattolica italiana. Non a caso Paolo VI, che della Fuci era stato assistente, ricevendo nel gennaio 1965 l’allora vescovo della Spezia, Giuseppe Stella, gli raccomandò di aprire al più presto il processo informativo canonico. Papa Montini è divenuto beato tre anni fa. E ora è la volta di quella giovane dirigente della Fuci (seguendo Angela, Itala era divenuta consigliere nazionale per le regioni del Nord-Ovest) che, pur già fragile nella salute, mostrava un’intelligenza davvero non comune ed una spiritualità molto intensa. Siamo negli anni del Fascismo, con l’Italia che precipita verso la tragedia della seconda guerra mondiale. Il laicato cattolico avverte il dovere morale e storico di prepararsi a costituire la futura classe dirigente di un paese tornato libero e democratico.

La neo beata con la sua classe al liceo “Costa” Itala Mela

Universitari e laureati cattolici sono in prima fila. Al convegno di Camaldoli del luglio 1943, quello nel quale venne preparato il programma economico-sociale della Democrazia cristiana e che venne interrotto dall’annuncio dell’imminente caduta del regime, e- ra presente Angela Gotelli, ed era presente, anzi ne era stato tra i promotori, il vescovo di Bergamo Adriano Bernareggi, che di Itala Mela era il direttore spirituale. Itala sa che la sua scelta è un’altra, quella dell’ascesi mistica affidatale da una visione divina ricevuta nel 1928 in una chiesa di Pontremoli, in Lunigiana, dove a quel tempo insegnava: la visione della «inabitazione trinitaria», ovvero dell’unione mistica con la Trinità divina, alla quale dedicherà riflessioni e testi di grande valore teologico, ripresi anche da Pio XII nell’enciclica Mystici corporis.

Non potendo per motivi di salute entrare in clausura, diviene oblata benedettina con il nome di Maria della Trinità, unendo ai tre voti religiosi tradizionali un quarto e un quinto voto, legati proprio all’«inabitazione ». E si adopera per l’apertura nella sua città di quello che sarà il monastero di Marinasco (oggi di Castellazzo). Nondimeno, però, vive il suo tempo, segue Angela ed accetta dopo la guerra l’invito del vescovo Stella di occuparsi dei laureati cattolici. Comprende, proprio dall’alto di una dimensione mistica, come nessun impegno sociale e politico possa dare frutti reali senza una preparazione spirituale e morale alle spalle. E si spende per questo, sino a che le deboli forze di una salute malferma glielo consentono: morirà a soli cinquantadue anni, il 29 aprile 1957.

Nel 2006 la Chiesa italiana, al Convegno ecclesiale nazionale di Verona, la sceglie come uno dei “testimoni del Novecento” in grado di “parlare” anche al nostro tempo e di indicare esempi da seguire. Domani quella preziosa testimone del secolo breve viene proclamata beata. Lo farà il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle cause dei santi, che sarà accolto alla Spezia dal vescovo Luigi Ernesto Palletti, dall’arcivescovo di Genova, il cardinale Angelo Bagnasco, e da numerosi altri presuli. La celebrazione si svolgerà alle 11 nella centrale e vasta Piazza Europa, antistante la Cattedrale di Cristo Re, nella cui cripta le spoglie di Itala Mela riposano sin dal 1983.