Con il 70 per cento delle preferenze

Matteo Renzi vince le primarie del partito democratico

 

Roma, 2. «Toglieremo l’Italia dalla palude». Ha salutato così la sua vittoria nelle primarie del partito democratico Matteo Renzi, lanciando un messaggio a tutto il mondo politico italiano.

«Il 30 aprile, nel giorno dell’anniversario della morte di Pio La Torre [politico e sindacalista assassinato da Cosa nostra nel 1982] inizia  una nuova partita — ha spiegato l’ex presidente del Consiglio — rivolta al futuro, non la rivincita di quella vecchia. Vogliamo fare una grande coalizione con i cittadini, non con partiti che alla fine non rappresentano nemmeno se stessi».

Con un’affluenza al voto di circa due milioni di persone, ieri Renzi ha vinto ottenendo circa il 70 per cento delle preferenze contro il 19,5 di Andrea Orlando, ministro della giustizia, e il 10,49 per cento di Michele Emiliano, presidente della regione Puglia. E domenica prossima ci sarà l’assemblea del partito che dovrà ratificare il voto e scegliere la nuova direzione.

Orlando ha ammesso la sconfitta: «Larga vittoria di Renzi, gli ho già telefonato per augurargli buon lavoro». Con un’esortazione da Emiliano: «Renzi sia custode dei valori costitutivi del centrosinistra».

L’affluenza alle primarie è stata più larga del previsto. Nonostante ciò non sono mancate le polemiche interne al partito. Molti parlano di dati sull’affluenza molto più bassi e contestano i risultati regione per regione. «Abbiamo avuto una scissione. La risposta dei nostri militanti è stata molto chiara» ha detto l’ex vicesegretario Lorenzo Guerini.