Londra  avvia la Brexit

May conferma l’uscita dal mercato unico

Londra, 29. Consegnata la lettera con la quale il Regno Unito avvia l’uscita dall’Unione, secondo le indicazioni dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona. Il premier britannico Theresa May dichiara che «Londra lascia l’Unione ma non abbandona l’Europa» e conferma l’uscita dal mercato unico, promettendo però impegni comuni in tema di ricerca. Da parte sua, il presidente del consiglio europeo, Donald Tusk, conferma che «non si può parlare di giorno felice» e raccomanda di «minimizzare le incertezze durante il negoziato».

Alle 13.20 l’ambasciatore britannico Tim Barrow ha consegnato la richiesta di avvio dell’iter al presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, mentre May ha parlato alla camera dei comuni, sottolineando che il governo intende rappresentare «non solo gli interessi di chi ha votato per la Brexit, ma anche di chi ha votato contro, oltre agli interessi dei tre milioni di cittadini europei che hanno fatto della Gran Bretagna la loro casa». E May ha toccato anche alcuni punti precisi come quello del possibile ruolo durante i negoziati della Corte europea di giustizia: ha detto che decade subito la legittimità della Corte su cittadini britannici.

In un’intervista alla Bbc, è intervenuto il Cancelliere dello scacchiere, Philip Hammond, per chiarire che Londra non vuole «scegliere a piacimento» cosa mantenere e cosa rifiutare nelle trattative con l’Europa. Hammond ribadisce la linea di May: uscita dal mercato unico e fine della adesione a pieno titolo all’unione doganale.

A guidare i negoziati da parte di Bruxelles sarà Michel Barnier, che dovrà ricevere formale mandato durante il vertice previsto il 29 aprile. Barnier, che ha incontrato oggi a La Valletta Joseph Muscat, primo ministro di Malta, paese presidente di turno dell’Ue, ha dichiarato che «la Ue cercherà di stabilire un accordo equo per entrambe le parti», ma ha aggiunto anche che «l’appartenenza alla Ue deve emergere come l’opzione superiore per avere un rapporto con l’Unione stessa».

Tra le prime tappe del negoziato, che è previsto duri due anni, c’è che entro il 31 marzo i 27 governi dell’Ue riceveranno la bozza delle cosiddette «linee guida» che saranno discusse al vertice di fine aprile. In particolare, verrà chiarito se la Ue accetterà di aprire in parallelo la trattativa per la relazione futura con il Regno Unito. A maggio è previsto che la Commissione pubblichi la raccomandazione per il capo negoziatore Michel Barnier. Presumibilmente dopo il 7, data del possibile ballottaggio nelle presidenziali francesi. In ogni caso, già tra maggio e giugno ci si aspetta l’avvio dei negoziati tecnici ufficiali, e già in questa fase sarà discusso anche l’ammontare del debito residuo che la Gran Bretagna dovrà pagare per rispettare gli impegni presi nel bilancio europeo. Poi ad autunno il governo di Londra presenterà la legge Great Repeal Bill che annullerà l’atto del 1972 (European communities act) che sanciva l’incorporazione della legislazione europea in quella britannica. Secondo Barnier, entro ottobre 2018 si potrà concludere il negoziato, per avviare le procedure di ratifica. E ci si aspetta che entro il 29 marzo 2019 il parlamento britannico approvi l’accordo e il Great Repeal Bill e che il Consiglio Ue a 27 dia la sua approvazione a maggioranza qualificata.