L’attore Gary Sinise testimonia la sua fede cattolica

 Susan E. Wills

 

Il famoso detective di CSI-NY ha percorso una lunga strada prima di trovare Gesù

Gary Sinise – attore, regista, bassista, patriota, filantropo e convertito al cattolicesimo – è stato un ospite a sorpresa presso la convention annuale dei Cavalieri di Colombo che si è tenuta ad Orlando nell’agosto 2014.

La persona più sorpresa della sua presenza potrebbe essere stato lo stesso Gary Sinise. Ha confessato che “lui e la sua famiglia non aderivano a nessuna religione” fino a quando, nel 2000, la moglie ha riabbracciato le radici cattoliche di sua madre. Da allora ha intrapreso un lento percorso spirituale, che l’ha portata a ricevere la Cresima nel 2010.

In un’intervista di diversi anni fa, l’attore ha raccontato di aver reagito con sorpresa alla decisione della moglie, offrendole poi il suo sostegno. Lui stava girando nel North Carolina quando sua moglie Moira e i loro tre bambini andarono a fargli visita. In quello stesso momento ci fu un violento uragano. Capendo che i voli locali sarebbero stati cancellati, affittò una macchina e li andò a prendere sfidando venti impetuosi, una pioggia battente e fulmini potentissimi. A un certo punto Moira si voltò verso di lui e gli annunciò che, al loro ritorno a Chicago, sarebbe tornata alla Chiesa Cattolica e i bambini avrebbero frequentato scuole cattoliche. Lui era stordito, e neanche troppo felice della decisione. L’unica conoscenza che aveva delle scuole cattoliche erano le storie tremende che due amici gli avevano raccontato, infarcite di “sensi di colpa”. Così Gary ha detto qualcosa come “No! Sei pazza?”

Ma Moira fece come aveva deciso, iniziando il proprio percorso spirituale e iscrivendo i bambini ad una scuola cattolica. Due anni più tardi, nella notte di Pasqua, entrò ufficialmente nella Chiesa. Nel frattempo, la scuola si rivelò essere il contrario di quello che il marito si aspettava. Ha scoperto che si trattava di un ambiente straordinario, e ne divenne un grande sostenitore. Ci vollero altri 10 anni prima che prendesse la sua decisione, ma furono 10 anni pieni di attività di beneficenza.

Poco dopo l’11 Settembre, fu “invitato in quanto celebrità” per intrattenere i primi soccorritori; fu così che apprese la storia di eroi come Padre Mychal Judge, un cappellano dei vigili del fuoco di New York morto mentre stava aiutando delle persone coinvolte negli attentati alle Twin Towers.

Nel 2003 Sinise ha co-fondato “Operation Iraqi Children”, che in nove anni ha sostenuto il grande lavoro delle truppe americane raccogliendo e donando materiale scolastico e vestiario ai bambini le cui scuole erano state ricostruite dalle truppe. Tra le donazioni citiamo 358.763 kit di materiale scolastico, migliaia di attrezzature sportive, centinaia di scatole di scarpe, vestiti, cibo, prodotti per l’igiene e giocattoli.

Durante una serie di concerti per veterani eseguiti dal gruppo di Sinise, i Lt.Dan Band, l’attore ha preso a cuore la causa di aiutare gli ex militari statunitensi rimasti feriti. La sua fondazione ha intrapreso il programma Restoring Independence and Supporting Empowerment (RISE), con l’obiettivo di costruire “case intelligenti” per gli ex militari con disabilità più gravi.

In collaborazione con i Cavalieri di Colombo ha permesso ad un ex soldato, che aveva perso entrambe le gambe e un braccio in un’esplosione in Afghanistan, di trasferirsi insieme a sua moglie in una nuova casa ad alta tecnologia.

Sinise ha espresso gratitudine per la collaborazione dei Cavalieri e per i loro anni di ‘opere di carità e missioni incredibilmente generose’.