La fabbrica dei bambini: prenotati, progettati e selezionati a misura del committente

Silvia Lucchetti |

 

Una riflessione sulla puntata “Jodie Marsh: il donatore di seme” in merito alla maternità ad ogni costo e al giro d’affari milionario ad essa correlato

Nella puntata “Jodie Marsh: il donatore di seme” andata in onda il 19 maggio scorso su Real Time, la neosposa, modella ed ex body builder Jodie Marsh indaga il tema della maternità “ad ogni costo”, e il relativo giro d’affari milionario, concentrandosi sugli estremi limiti ai quali giungono alcune persone alla ricerca ossessiva di procreare, o comunque diventare in qualche modo “genitori”. La puntata dello show si caratterizza per la finzione di scandalizzata sorpresa che la conduttrice “interpreta” con dissimulata abilità, la disinvolta spettacolarizzazione di una tematica così delicata trattata come un argomento glamour fino a rasentare il gossip, l’enfatizzazione dell’enorme business economico che gira intorno al mercato della fertilità “a richiesta” di chi può pagare profumatamente.

Lo show ad ogni costo

La puntata inizia con la modella trentaseienne che si reca a fare delle analisi in una clinica della fertilità in Inghilterra per capire se potrà in futuro diventare mamma. Il primo messaggio che viene lanciato, dopo poco più di due minuti di video, è l’estrema importanza che assume per le donne la prospettiva di congelare i propri ovuli intorno ai trent’anni. Il motivo? Visto che nel mondo di oggi esse per realizzarsi nella professione si concentrano sulla carriera rinviando sine die il progetto di avere un figlio, invece che invitarle a riflettere sulla loro realizzazione complessiva come donne, l’imperativo è quello di congelare i propri ovuli. Quindi il messaggio non è quello di ricercare in tempi fisiologici la gravidanza, ma di congelare la parte di sé destinata alla riproduzione e “congelarsi” come donne intrinsecamente feconde, per poi mettere al mondo un figlio quando decideranno che è ora, una volta raggiunto lo status socio-economico e professionale desiderato.