Preghiera rivoluzionaria

Per la giornata mondiale della gioventù il Papa rilegge il Magnificat

La consegna a «lanciarsi con fedeltà creativa nella costruzione di tempi nuovi» è stata affidata da Papa Francesco ai giovani di tutto il mondo nel tradizionale messaggio inviato loro in vista della trentaduesima giornata mondiale della gioventù, che sarà celebrata a livello diocesano il prossimo 9 aprile, domenica delle Palme.

Dopo l’esperienza internazionale vissuta a Cracovia nel contesto del giubileo straordinario della misericordia, il cammino delle nuove generazioni riprende l’itinerario locale in vista del prossimo appuntamento mondiale in programma a Panamá dal 22 al 27 gennaio 2019. Come da tradizione, il Pontefice intende accompagnare questo cammino triennale attraverso altrettanti messaggi, incentrati stavolta sul Magnificat e scanditi dai versetti dell’evangelista Luca. Per primo quest’anno viene sviluppato il tema «Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente» (1, 49) per riflettere sulla fede della Vergine Maria. Successivamente saranno meditati nel 2018 «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio» (1, 30) — ovvero «la carità piena di coraggio con cui la Vergine accolse l’annuncio dell’angelo» — e nel 2019 «Ecco la serva del Signore; avvenga per me secondo la tua parola» (1, 38), cioè la «risposta di Maria all’angelo, carica di speranza».

Tutto questo anche in vista del sinodo dei vescovi in programma nell’ottobre del 2018 sul tema «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale». Per questo, fa notare il Papa, è necessaria «una grande sintonia tra il percorso verso la gmg di Panamá e il cammino sinodale». Ed è per tale motivo che quest’anno, con un’iniziativa senza precedenti, per favorire una più ampia diffusione del messaggio, Papa Francesco ha voluto presentarlo ai giovani di tutto il mondo con un video in cui accenna in modo sintetico ai temi trattati nel documento, invitando a intraprendere un intenso cammino di preparazione spirituale a questi due grandi appuntamenti ecclesiali.

«Con il ricordo pieno di vita del nostro incontro del 2016 a Cracovia — spiega nel videomessaggio pronunciato in spagnolo, la sua lingua madre — ci siamo messi in cammino verso la prossima meta». Quindi confida che per lui «sono molto importanti questi momenti di incontro e dialogo» con le nuove generazioni. «In questo cammino — assicura — ci accompagna nostra Madre, la Vergine Maria, e ci anima con la sua fede, la stessa fede che lei esprime nel suo canto di lode». Quel Magnificat che le fa dire: «Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente».

Infatti, chiarisce Francesco, «lei sa rendere grazie a Dio e si mette in viaggio per incontrare sua cugina Elisabetta». E da quel viaggio Francesco ricava una lezione particolarmente significativa per i giovani di oggi: «Non resta chiusa a casa — sottolinea ricorrendo a un’immagine evocativa — perché non è una giovane-divano che cerca di starsene comoda e al sicuro senza che nessuno le dia fastidio. È mossa dalla fede». Da qui l’appello ai giovani: come la coetanea di Nazareth, dice il Papa, «potete migliorare il mondo, per lasciare un’impronta che segni la storia, quella vostra e di molti altri. La Chiesa e la società hanno bisogno di voi. Con il vostro approccio, con il coraggio che avete, con i vostri sogni e ideali, cadono i muri dell’immobilismo e si aprono strade che ci portano a un mondo migliore, più giusto, meno crudele e più umano».

Nel più lungo e articolato messaggio scritto, invece, il Papa usa direttamente il linguaggio dei suoi interlocutori, come quando spiega che «la vera esperienza di Chiesa non è come un flashmob, in cui ci si dà appuntamento, si realizza una performance e poi ognuno va per la sua strada». Oppure quando chiede loro in che modo “salvano” nella loro «memoria gli eventi, le esperienze della vita», rivolgendosi soprattutto a quei giovani «feriti dalle circostanze della vita» cui «verrebbe voglia di “resettare” il proprio passato, di avvalersi del diritto all’oblio».

O infine quando si interroga sul fatto che «i volti dei giovani, nei “social”, compaiono in tante fotografie che raccontano eventi più o meno reali, ma non sappiamo quanto di tutto questo sia “storia”, esperienza che possa essere narrata, dotata di un fine e di un senso». Da qui la raccomandazione a non farsi fuorviare dalle false immagini della realtà proposte da certi show televisivi. «Siate protagonisti della vostra storia, — esorta — decidete il vostro futuro!». (Oss.Rom)